Palchi RealiResidenze sabaude ed estate in Piemonte
5 km10 km20 km40 km N Torino ReginaSupergaMoncalieriVenariaStupinigiMandriaRivoliAglièRacconigi

Orari indicativi, ottobre 2026 · verificare sui canali ufficiali

Il catalogo · 11 residenze

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Residenze

La Corona di delizie: mappa e itinerario delle residenze sabaude

L'anello di palazzi, castelli e ville che i Savoia costruirono attorno alla capitale, letto sulla mappa con distanze, posizioni e un percorso per visitarlo.
Veduta aerea di una pianura con viali alberati che convergono su una grande residenza (immagine creata con AI)
Immagine creata con AI
I

Che cos'è la Corona di delizie attorno a Torino

La Corona di delizie è l'anello di residenze che i Savoia costruirono o trasformarono attorno a Torino tra Seicento e Ottocento. Palazzi di città, castelli di campagna, padiglioni di caccia e ville di collina formano un sistema unico, pensato per accompagnare la vita della corte dalle sale di governo ai boschi di caccia.

Al centro di questo disegno stava la capitale. Emanuele Filiberto trasferì la corte a Torino nel 1563, e da quel momento la dinastia organizzò in città una zona di comando con le sedi del potere e, nella campagna attorno, residenze per le feste, il soggiorno estivo e le battute di caccia, disposte quasi a raggiera.

Per i contemporanei il senso politico era evidente. Ogni dimora rafforzava il ruolo centrale della capitale e mostrava l'autorità della casata a chi arrivava da qualsiasi direzione. Ancora oggi, guardando la disposizione delle residenze attorno alla città, si legge con chiarezza il programma insieme urbanistico e simbolico della Corona di delizie.

II

L'origine del nome nel libro di Castellamonte

Il nome si lega ad Amedeo di Castellamonte, architetto di corte, che scrisse di una corona di delitie nel volume dedicato alla Venaria Reale. Il libro, intitolato Venaria Reale, palazzo di piacere e di caccia, fu stampato a Torino da Bartolomeo Zapatta nel 1674 ed è costruito come un dialogo immaginario con Gian Lorenzo Bernini.

Già prima Francesco Agostino Della Chiesa, nei suoi scritti sulla storia del Piemonte, aveva descritto le residenze ducali con la parola corona, simbolo di regalità all'inizio del Seicento. Delizie, nel lessico delle corti, erano i luoghi riservati al piacere: giardini, padiglioni, ville. Dall'unione dei due termini nasce l'immagine dell'anello attorno alla città.

Mappa della Corona di delizie
Direzione reale di ogni residenza rispetto a piazza Castello; le distanze sono compresse per leggere anche le dimore in città, i valori esatti in linea d'aria sono nell'elenco. Toccare un punto per i dettagli.
2 km10 km20 km35 km Torino centro Palazzo Reale Villa della Regina Basilica di Superga Castello di Moncalieri Reggia di Venaria Palazzina di Caccia di Stupinigi Castello della Mandria Castello di Rivoli Castello di Agliè Castello di Racconigi
Ogni punto porta alla scheda della residenza; la distanza è misurata in linea retta dal centro di Torino.
III

L'iscrizione UNESCO del 1997 e i beni del sito seriale

La Corona di delizie è entrata nella Lista del patrimonio mondiale nel 1997, durante la ventunesima sessione del Comitato, come sito seriale Residenze sabaude, riconosciuto secondo i criteri i, ii, iv e v. Nel 2010 l'area tutelata è stata ampliata con zone tampone che includono parchi, giardini e centri storici.

In città il sito comprende la zona di comando: Palazzo Reale, Palazzo Chiablese, Biblioteca Reale, Armeria Reale, la facciata del Teatro Regio, la Prefettura, la Cavallerizza Reale, la Regia Zecca, l'Archivio di Stato e l'antica Accademia Reale. Si aggiungono Palazzo Madama, Palazzo Carignano, Villa della Regina e il Castello del Valentino.

Fuori Torino i beni sono nove: Moncalieri, Stupinigi a Nichelino, la Reggia di Venaria e il Castello della Mandria, Rivoli, Agliè e, in provincia di Cuneo, Racconigi, Pollenzo e Govone. La Basilica di Superga e la Reggia di Valcasotto appartengono alla storia dei Savoia ma restano fuori dall'elenco del 1997.

La Corona di delizie in novanta secondi Le residenze sabaude attorno a Torino: origine, distanze, UNESCO e visita. Orari aggiornati a ottobre 2026.
La Corona di delizie in novanta secondi.
L'anello di residenze dei Savoia attorno a Torino.
Nel 1563 Emanuele Filiberto porta la corte a Torino.
In città nasce la zona di comando, con le sedi del potere.
Nella campagna attorno sorgono residenze per le feste, l'estate e la caccia, disposte quasi a raggiera.
Il nome compare nel libro di Castellamonte sulla Venaria, nel 1674.
Corona per la regalità, delizie per i luoghi del piacere.
Il primo cerchio è vicino.
Venaria a quasi 9 chilometri da piazza Castello, Stupinigi e la Mandria a poco meno di 11, Rivoli a quasi 14.
Poi l'anello si allarga.
Agliè e Racconigi a oltre 30 chilometri, Govone e Pollenzo a 44 e 46.
Nel 1997 le Residenze sabaude entrano nel patrimonio mondiale dell'UNESCO.
In città la zona di comando, fuori Torino nove residenze.
Quasi tutte le residenze chiudono il lunedì.
La Reggia di Venaria apre dal martedì alla domenica, dalle 9.30.
Un itinerario di tre giorni: il centro a piedi, poi Venaria e la Mandria, infine Stupinigi e Racconigi.
Orari aggiornati a ottobre 2026, da verificare sui canali ufficiali prima della visita.
IV

La mappa delle residenze: posizioni e distanze dal centro

La mappa interattiva di questa pagina mostra ogni residenza con la sua posizione e la distanza da piazza Castello. Le misure in linea d'aria aiutano a capire l'anello: Villa della Regina a 2,3 chilometri, Superga a 6,5, Moncalieri a 7,7, Venaria a 8,6, Stupinigi e la Mandria a poco meno di 11, Rivoli a 13,8.

Oltre questo primo cerchio la mappa si allarga. Racconigi sta a circa 34 chilometri a sud, Agliè a una distanza simile verso nord, nel Canavese, mentre Govone e Pollenzo superano i 44 chilometri verso le colline del Roero e delle Langhe. Su strada, naturalmente, i tempi crescono rispetto alla linea d'aria.

V

Palazzo Reale, Musei Reali e Palazzo Chiablese in piazzetta Reale

Nella mappa della città il Palazzo Reale è la prima e più importante tra le residenze, teatro della politica sabauda per almeno tre secoli. Affacciato su piazzetta Reale, accanto a piazza Castello, dal 2016 fa parte dei Musei Reali, un complesso di circa 50.000 metri quadrati che nel 2018 ha accolto 515.632 visitatori.

Oltre al palazzo, i Musei Reali riuniscono i Giardini Reali, la Biblioteca Reale, l'Armeria Reale, la Galleria Sabauda, il Museo di Antichità, la Cappella della Sindone e il piano terreno di Palazzo Chiablese. Il percorso si è formato tra Cinquecento e Novecento, seguendo la storia della casata e accogliendo collezioni molto più antiche.

Costruito alla fine del Cinquecento tra piazza San Giovanni e piazza Castello, Palazzo Chiablese prende il nome da Benedetto di Savoia, duca di Chiablese. Con Carlo Alberto passò al ramo Savoia-Genova e vi nacque Margherita, futura prima regina d'Italia. Tra il 1958 e il 1985 ospitò il Museo Nazionale del Cinema.

VI

Palazzo Madama, Palazzo Carignano, Valentino e Villa della Regina

Palazzo Madama riassume duemila anni di storia torinese: porta della colonia romana, poi casaforte e castello degli Acaja. Prende il nome dalle due Madame Reali, Cristina di Francia e Maria Giovanna Battista di Savoia-Nemours, per la quale Filippo Juvarra disegnò la facciata tra il 1716 e il 1718. Oggi ospita il Museo Civico d'Arte Antica.

Pregevole esempio di barocco piemontese, Palazzo Carignano fu sede della Camera subalpina dal 1848 al 1861 e della prima Camera dei deputati del Regno d'Italia fino al 1865. Al piano nobile si visita il Museo nazionale del Risorgimento, riaperto il 18 marzo 2011, dopo lunghi restauri, per i 150 anni dell'Unità.

Lungo il Po, a 1,8 chilometri dal centro, il Castello del Valentino è proprietà del demanio dal 1850 e ospita il Dipartimento di Architettura del Politecnico. Sulla collina di Borgo Po sorge Villa della Regina, voluta da Maurizio di Savoia e poi residenza estiva delle regine Anna Maria d'Orléans e Polissena d'Assia.

VII

Venaria Reale e il Castello della Mandria a nord-ovest

La Reggia di Venaria, progettata da Amedeo di Castellamonte per il duca Carlo Emanuele II come base per la caccia nella brughiera, fu ampliata nel Settecento con il contributo di Filippo Juvarra. Il nome deriva dal latino Venatio Regia. Nel 2018 ha registrato 1.048.834 visitatori e nel 2019 il suo giardino è stato votato parco pubblico più bello d'Italia.

A poca distanza, dentro il parco naturale La Mandria, sorge il Borgo Castello, edificato in più fasi tra il 1708 e il 1861, con appartamenti reali, giardini e parco oggi riuniti in un polo museale. Il parco, istituito dalla Regione Piemonte nel 1978, fu il primo parco regionale creato in Italia e si estende tra Stura di Lanzo e Ceronda.

Con i dati aggiornati a ottobre 2026 la Reggia apre dal martedì al venerdì dalle 9.30 alle 17.00 e nel fine settimana fino alle 18.30, mentre il Castello della Mandria chiude alle 17.00 nei feriali. Dal 25 ottobre la Mandria adotta l'orario invernale, dalle 10.00 alle 16.00. Entrambe restano chiuse il lunedì.

VIII

Stupinigi e Rivoli: la caccia di Juvarra e il castello incompiuto

La Palazzina di Caccia di Stupinigi fu costruita tra il 1729 e il 1733 su progetto di Filippo Juvarra, nella frazione omonima di Nichelino, a circa 10 chilometri dal centro. Sulla mappa è il vertice sud-occidentale dell'anello. Oggi ospita il Museo dell'Arte e dell'Ammobiliamento e nel 2016 ha contato 115.000 visitatori.

A ovest, a circa 15 chilometri dalla città, il Castello di Rivoli è rimasto incompiuto e ospita il Museo d'arte contemporanea. La residenza sabauda e la collezione d'arte contemporanea convivono nello stesso edificio, sulla collina che domina l'abitato. Si raggiunge con la metropolitana fino a Paradiso e poi con il bus 36.

IX

Moncalieri e la collina di Superga

Il Castello di Moncalieri, di origine medievale e più volte rimaneggiato, domina il centro storico della città a sud di Torino. Abitato dalle principesse Maria Clotilde di Savoia e Maria Letizia Bonaparte, oggi accoglie la caserma del primo reggimento carabinieri Piemonte e un museo del Ministero della Cultura. Il parco del Bosco del Re è gratuito.

Sulla collina a est, la Basilica di Superga completa idealmente la Corona di delizie pur senza farne parte nel sito UNESCO. Juvarra la costruì tra il 1717 e il 1731 per sciogliere il voto di Vittorio Amedeo II, e la cripta voluta da Vittorio Amedeo III conserva 68 membri della casata.

X

Racconigi e Agliè, le residenze di villeggiatura

Il Castello di Racconigi, 34 chilometri a sud del Palazzo Reale, appartiene ai Savoia dalla seconda metà del Trecento. Fu residenza del ramo Savoia-Carignano e poi sede delle Reali Villeggiature estive e autunnali dei re di Sardegna e d'Italia. Nel 2016 ha registrato 127.368 visitatori. La visita al castello è sempre guidata.

Nel Canavese, il castello ducale di Agliè nasce nel XII secolo per la famiglia dei conti San Martino. Lo Stato lo acquistò dalla Casa Reale nel 1939 e lo trasformò in museo; nel 2016 i visitatori sono stati 44.323. Con i dati del 2026 chiude il martedì e apre negli altri giorni dalle 9.00 alle 18.00, con pausa pranzo.

XI

Pollenzo, Govone e Valcasotto nel Cuneese

Pollenzo, frazione di Bra, fu trasformata per volere di Carlo Alberto in un complesso neogotico, con Pelagio Palagi come progettista principale; le decorazioni precedenti scomparvero tra il 1832 e il 1847. L'Agenzia, costruita dal 1833 come azienda agricola modello, ospita oggi l'Università di Scienze Gastronomiche, mentre il castello è privato dal 1972.

Il castello di Govone, uno dei tre beni cuneesi del sito UNESCO, fu residenza reale dal 1792 al 1870. Re Carlo Felice e la regina Maria Cristina lo fecero restaurare all'inizio dell'Ottocento, e alcune sale conservano preziose carte da parati cinesi. Dalla fine dell'Ottocento il complesso appartiene al comune di Govone, in provincia di Cuneo.

Più a sud, a quota 1.090 metri nel comune di Garessio, la Reggia di Valcasotto era una certosa documentata dal 1171. Carlo Alberto la acquistò nel 1837 come residenza estiva e Vittorio Emanuele II vi soggiornò durante le cacce. Di proprietà della Regione dal 2000, ha riaperto al pubblico il 16 agosto 2020.

Passaporto della Corona
Ogni residenza visitata riceve il suo timbro, con la data. Il passaporto resta solo in questo browser: nessun dato viene inviato.
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XII

Un itinerario sulla mappa della Corona di delizie

Un itinerario di tre giorni che segue la mappa parte dal centro, con Palazzo Reale, Palazzo Madama e Palazzo Carignano raggiungibili a piedi, e sale nel pomeriggio a Superga. Il secondo giorno guarda a nord-ovest, verso Venaria e la Mandria, il terzo a sud, verso Stupinigi e, con l'auto o il treno, Racconigi.

Il calendario va controllato prima di tutto il resto: quasi tutte le residenze chiudono il lunedì, Racconigi anche il martedì e Agliè il martedì. Per questo l'itinerario più solido mette la giornata in città a metà settimana. Il pianificatore della pagina dedicata agli itinerari calcola gli spostamenti tra una residenza e l'altra.

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Domande frequenti

Cosa significa corona di delizie?

L'espressione indica l'insieme delle residenze che i Savoia costruirono o trasformarono attorno a Torino per la caccia, le feste e il soggiorno di corte. Il nome nasce dall'immagine di un anello che circonda la capitale da ogni lato; la parola delizie, nel linguaggio delle corti, designava i luoghi destinati al piacere e allo svago.

Quante sono le residenze sabaude in Piemonte?

Il sito UNESCO del 1997 comprende in Torino il nucleo della zona di comando, con Palazzo Reale, Palazzo Chiablese, Armeria, Biblioteca e altri edifici di governo, più Palazzo Madama, Palazzo Carignano, Villa della Regina e il Valentino. Fuori città si aggiungono nove residenze, da Venaria e Stupinigi fino a Racconigi, Pollenzo e Govone.

Residenze sabaude, quali sono fuori Torino?

Fuori dal capoluogo il sito UNESCO include il Castello di Moncalieri, la Palazzina di Caccia di Stupinigi a Nichelino, la Reggia di Venaria, il Castello della Mandria, il Castello di Rivoli e il castello ducale di Agliè. In provincia di Cuneo ci sono Racconigi, Pollenzo, frazione di Bra, e il castello di Govone.

Quando le residenze sabaude sono diventate patrimonio UNESCO?

L'iscrizione nella Lista del patrimonio mondiale risale al 1997, durante la ventunesima sessione del Comitato, con i criteri i, ii, iv e v. Nel 2010 il sito è stato ampliato con le zone tampone, che comprendono parchi, giardini e centri storici legati alle residenze, così da proteggere anche il paesaggio che le circonda.

Dove si trovano le residenze sabaude sulla mappa di Torino?

Sulla mappa le residenze formano un anello. In centro stanno Palazzo Reale, Palazzo Madama e Palazzo Carignano; sulla collina Villa della Regina e Superga. A nord-ovest ci sono Venaria e la Mandria, a sud-ovest Stupinigi, a ovest Rivoli e a sud Moncalieri. Racconigi, Agliè, Pollenzo e Govone sono più lontane.

La Basilica di Superga fa parte delle residenze sabaude UNESCO?

La basilica non compare tra i beni del sito seriale iscritto nel 1997, ma è legata alla dinastia in modo stretto: nasce dal voto di Vittorio Amedeo II del 1706 e la sua cripta custodisce 68 membri di Casa Savoia. Per questo rientra in quasi ogni itinerario dedicato ai Savoia attorno a Torino.

Qual è la residenza sabauda più lontana da Torino?

Tra le dimore reali del Piemonte la più distante è la Reggia di Valcasotto, nel comune di Garessio, in provincia di Cuneo, a circa 95 chilometri in linea d'aria da piazza Castello e a quota 1.090 metri. Era una certosa, acquistata da Carlo Alberto nel 1837 e trasformata in residenza estiva.

Chi ha inventato il nome corona di delizie?

L'espressione corona di delitie compare nel volume che Amedeo di Castellamonte dedicò alla Venaria Reale, stampato a Torino da Bartolomeo Zapatta nel 1674 e costruito come un dialogo immaginario con Gian Lorenzo Bernini. Già prima Francesco Agostino Della Chiesa aveva usato la parola corona per descrivere le residenze ducali del Piemonte.

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