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Residenze

Palazzina di Caccia di Stupinigi: biglietti, orari, parco e storia

A dieci chilometri da Torino, la residenza di caccia disegnata da Filippo Juvarra: un salone ovale sotto il cervo di bronzo, quattro bracci di appartamenti e un parco di oltre 1.700 ettari.
Orari
Grande salone ovale barocco con cupola affrescata, finestre ad arco e pavimento in marmo (immagine creata con AI)
Immagine creata con AI
I

La Palazzina di Caccia di Stupinigi alle porte di Torino

La Palazzina di Caccia di Stupinigi sorge nella frazione di Stupinigi, a Nichelino, una decina di chilometri a sud-ovest del centro di Torino. Costruita per la corte sabauda su progetto di Filippo Juvarra a partire dal 1729, fa parte dal 1997 del sito UNESCO delle residenze reali sabaude e appartiene alla Fondazione Ordine Mauriziano.

Molti la cercano come castello di Stupinigi, ma il nome corretto racconta meglio la sua funzione: una residenza leggera, pensata per le battute di caccia e per le feste che le accompagnavano, non per abitare tutto l'anno. I Savoia vi soggiornavano per periodi brevi, soprattutto durante la stagione venatoria, con ospiti scelti.

Oggi l'edificio ospita anche il Museo dell'Arte e dell'Ammobiliamento, presente nelle sale dal 1919, e nel 2016 ha accolto circa 115.000 visitatori. Lo stile è un tardo barocco che scivola nel rococò, con una pianta che ancora oggi stupisce chi arriva da viale Torino e vede le ali aprirsi verso la piazza.

II

Dal castello di Suppunicum al progetto di Filippo Juvarra

Prima della Palazzina il luogo si chiamava Suppunicum e ospitava un piccolo castello legato ai Savoia-Acaia. Amedeo VIII ottenne la proprietà nel 1418; nel 1563 Emanuele Filiberto la recuperò dai Pallavicino, che l'avevano tenuta a lungo. Da allora la tenuta rimase legata alla corte e alla sua passione per la caccia.

Nell'aprile del 1729 Vittorio Amedeo II affidò a Filippo Juvarra, architetto di corte, il progetto di una nuova residenza venatoria accanto all'antico castello. Il cantiere procedette rapidamente: la Palazzina venne inaugurata con la prima caccia nella festa di Sant'Uberto del 1731, patrono dei cacciatori, e il nucleo principale fu completato nel 1733.

La fase juvarriana si chiuse davvero solo tra il 1735 e il 1737, mentre il primo vero evento di corte si tenne nel maggio del 1739. Sotto Carlo Emanuele III e Vittorio Amedeo III il complesso crebbe ancora, con Benedetto Alfieri, Giovanni Tommaso Prunotto e Ludovico Bo; dal 1740 si aggiunsero le ali per scuderie e cascine.

Dentro la palazzina: quattro sale da esplorare
La pianta 3D della palazzina a croce di Sant'Andrea e quattro ambienti ricostruiti: si sceglie una sala, ci si guarda intorno trascinando, si cammina con un doppio clic sul pavimento e i numeri aprono i dettagli.
Ricostruzione 3D del Salone centrale della Palazzina di Caccia di Stupinigi (ricostruzione 3D)
La ricostruzione 3D si carica quando la sezione è visibile.
Pianta del piano nobile
Ricostruzione 3D indicativa: proporzioni e aperture seguono le misure pubblicate, dove disponibili, e stime dichiarate negli altri casi; decorazioni, dipinti e stucchi sono interpretazioni create con AI e non riproducono le opere.
Le quattro sale ricostruite
  1. Salone centrale circa 22,4 × 26,6 m in pianta, alto circa 23 m (misure ricavate dalle piante e dal catalogo)
    Il cuore della palazzina di Juvarra, terminato nel 1730, è un grande ambiente a doppia altezza da cui partono i quattro bracci della croce di Sant'Andrea. Quattro pilastri reggono la volta, tra balconate concavo-convesse; pareti e volta sono interamente dipinte a quadratura dai fratelli Giuseppe e Domenico Valeriani tra il 1731 e il 1733.
    • Il trionfo di Diana: Nella volta i fratelli Giuseppe e Domenico Valeriani dipinsero tra il 1731 e il 1733 Diana trionfante, tema dell'intera palazzina: la dea della caccia sopra la sala in cui la corte si riuniva dopo la caccia.
    • Architetture dipinte: Pareti e volta sono interamente dipinte a quadratura: nicchie, statue e cornici sono illusioni pittoriche, su uno schema attribuito allo stesso Juvarra.
    • La balconata: Tra i quattro pilastri corre una balconata concavo-convessa con la balaustra lignea dorata di Giovanni Dragone e Francesco Raineri, restaurata nel 2014–15 insieme a pareti, pilastri e camini.
    • Trentasei teste di cervo: Lungo le pareti erano appese trentasei appliques di legno a forma di testa di cervo, intagliate da Giuseppe Marocco su disegno di Juvarra.
    • Quattro busti di Bernero: Sopra gli ingressi Giovanni Battista Bernero collocò nel 1773 i busti in marmo di Cerere, Pomona, una Naiade e Napea.
    • Il cervo sul tetto: Sulla copertura a carena rovesciata svetta il cervo di Francesco Ladatte del 1766; dal 1992 all'esterno c'è una copia in bronzo, l'originale è nella Galleria dei ritratti.
  2. Sala degli Scudieri circa 10 × 8,3 m (pianta), altezza stimata
    L'anticamera dell'appartamento del Re, sul braccio di levante verso la corte, era la sala del personale di caccia prima dell'ingresso nel salone. La volta del 1733 è di Giovanni Battista Crosato per le figure e di Gerolamo Mengozzi Colonna per le architetture dipinte; alle pareti le tele di Vittorio Amedeo Cignaroli raccontano la caccia al cervo.
    • La volta di Crosato: Al centro della volta un eroe affronta un drago alato: le schede del catalogo nazionale lo indicano come Giasone o come Apollo che uccide il serpente Pitone. Negli angoli compaiono le Stagioni.
    • La caccia al cervo di Cignaroli: Le grandi tele dipinte tra il 1771 e il 1777 seguono le fasi della caccia reale al cervo, il rito per cui la palazzina era nata.
    • Una caccia da duecento persone: Alle cacce reali partecipavano oltre duecento persone, un centinaio di cavalli e altrettanti cani.
    • Porte e sovrapporte: Le porte e le sovrapporte dipinte sono di Vittorio Amedeo Cignaroli, nel 1778.
  3. Camera da letto del Re circa 10,4 × 8,1 m (pianta), altezza stimata
    La camera sulla punta del braccio verso il giardino, la più soleggiata della palazzina, ha la volta e le cornici dipinte da Michele Antonio Milocco tra il 1737 e il 1739. Il pavimento è un seminato alla veneziana; boiserie dipinte e dorate e tappezzerie di seta completano l'ambiente, restaurato e riaperto nel giugno 2017.
    • La volta di Milocco: Michele Antonio Milocco dipinse volte e cornici dell'anticamera e della camera tra il 1737 e il 1739, sotto la direzione di Claudio Francesco Beaumont.
    • L'inginocchiatoio di Piffetti: Nella camera fu collocato nel 1762 l'inginocchiatoio di Pietro Piffetti, ebanista di corte noto per gli intarsi in avorio e madreperla.
    • Il pavimento alla veneziana: Il seminato alla veneziana, con scaglie di marmo nel legante, è stato pulito e consolidato nel restauro del 2017.
    • Sete e boiserie: Le tappezzerie di seta furono rifatte dopo la Seconda guerra mondiale; nel restauro del 2017 è tornata una seta con disegno a catenelle.
  4. Camera da letto della Regina circa 10,4 × 7,9 m; dipinto della volta 9,52 × 7,43 m
    La camera di Polissena d'Assia, sulla punta del braccio di ponente, ha la volta occupata quasi per intero dal dipinto di Carle van Loo del 1733 con Diana tra le ninfe. Le boiserie, le sovrapporte e gli scuri dipinti sono di Giovanni Francesco Fariano, tra il 1737 e il 1741; l'appartamento è stato riaperto nel giugno 2016.
    • La Diana di Carle van Loo: Il pittore francese, allora al servizio della corte sabauda, dipinse nel 1733 Diana con le sue ninfe; le fonti la chiamano riposo o bagno di Diana. Il dipinto misura 9,52 per 7,43 metri.
    • Le boiserie di Fariano: Sovrapporte, pannelli delle porte, scuri delle finestre e zoccolature dipinte sono opera di Giovanni Francesco Fariano tra il 1737 e il 1741.
    • Il gusto per la Cina: La toeletta accanto ha figure cinesi e putti policromi: nelle residenze sabaude compaiono carte dipinte a tempera importate dalla Cina meridionale.
III

La pianta a croce di Sant'Andrea e il Salone centrale

Il disegno di Juvarra parte da un grande salone ovale, da cui si irradiano quattro bracci disposti a croce di Sant'Andrea. Il risultato è un edificio che sembra abbracciare la piazza d'ingresso e allungarsi verso il parco, con l'asse principale che arriva da Torino, attraversa il salone e prosegue lungo la rotta di caccia.

Questo Salone centrale è il cuore della residenza e l'ambiente che resta più impresso. Si sviluppa in altezza fino alla cupola, con balconate e grandi finestre che lo inondano di luce. Al soffitto il Trionfo di Diana, dea della caccia, venne commissionato nel 1731 ai fratelli Giuseppe e Domenico Valeriani e concluso nel 1733.

Chi entra per la prima volta tende a fermarsi al centro e alzare lo sguardo, ma conviene anche fare il giro lungo le pareti: dalle aperture si vedono i bracci che partono in diagonale e si capisce come Juvarra abbia distribuito gli appartamenti. Le decorazioni con trofei e scene venatorie ricordano a ogni passo la funzione dell'edificio.

IV

Il cervo sulla cupola e le visite sotto il tetto

Sulla sommità della cupola svetta il cervo, simbolo della Palazzina. La scultura in bronzo fu fusa nel 1766 da Francesco Ladatte, scultore di corte, ed è visibile da lontano per chi arriva lungo viale Torino. Nel 1992 l'originale venne spostato all'interno per proteggerlo e sul tetto fu collocata una copia.

Nel settembre 2026 la Fondazione ha proposto il ciclo Passepartout, con visite guidate in spazi normalmente chiusi. Il percorso Sotto il cervo sale dentro la struttura lignea che regge la grande cupola: circa cinquanta gradini fino a una balconata, poi una stretta scala a chiocciola con altrettanti scalini fino alla sommità, vicino alla scultura.

Il secondo percorso, Dietro le porte segrete, attraversa i passaggi usati dalla servitù e mostra il quadro dei campanelli automatici con cui si chiamava il personale. Le visite durano circa un'ora, per gruppi fino a dieci persone dai 12 anni in su, costano 22 o 25 euro e richiedono prenotazione obbligatoria.

V

Gli appartamenti del re e della regina

Dal salone si passa all'appartamento del re. La Sala degli Scudieri venne dipinta nel 1733 da Crosato insieme a Mengozzi Colonna, mentre le porte dipinte da Cignaroli arrivarono nel 1778. L'anticamera del re fu completata sotto la direzione di Prunotto, con affreschi di Milocco, in un susseguirsi di ambienti decorati.

Simmetrico rispetto al salone, sul braccio opposto, l'appartamento della regina fu realizzato con grande cura negli anni Trenta del Settecento per Polissena d'Assia-Rheinfels-Rotenburg, moglie di Carlo Emanuele III. Crosato affrescò l'anticamera tra il 1733 e il 1734, mentre il soffitto della camera da letto porta la firma del pittore francese Charles-André van Loo.

Sul lato di levante si trova l'appartamento del duca del Chiablese, ampliato da Benedetto Alfieri. Il soffitto della Sala da gioco fu decorato nel 1765 da Giovanni Pietro Pozzo. Qui il percorso di visita si conclude, dopo aver attraversato anche la cappella dedicata a Sant'Uberto, protettore dei cacciatori, cui era dedicata l'inaugurazione del 1731.

Gli arredi sono una delle ragioni per cui la residenza ospita un museo del mobile. Nelle sale si incontrano lavori dei maggiori ebanisti piemontesi del Settecento, da Pietro Piffetti a Giuseppe Maria Bonzanigo e Luigi Prinotto, accanto alla galleria di ritratti dei membri della famiglia reale che accompagna il visitatore lungo il percorso.

VI

Napoleone, le nozze reali e gli ospiti di Stupinigi

Tra il 5 e il 16 maggio 1805 la Palazzina ospitò Napoleone Bonaparte, diretto a Milano per l'incoronazione a re d'Italia. Nel 1808 vi soggiornò brevemente la sorella Paolina con il marito Camillo Borghese. Nel percorso è esposta anche una carrozza di epoca napoleonica, ricordo diretto di quel periodo della residenza.

Molto prima e molto dopo il periodo francese, la residenza accolse altri ospiti di rango, dall'imperatore Giuseppe II allo zarevic Paolo, fino a Ferdinando I e Carolina di Borbone. Nel 1842 qui si celebrarono le nozze tra il futuro re Vittorio Emanuele II e Maria Adelaide d'Asburgo-Lorena, celebrate nelle sale della Palazzina.

Una curiosità che attira spesso le famiglie riguarda il serraglio, fondato nel 1814 sotto Vittorio Emanuele I. Dal 1826, nell'edificio di San Carlo dove il serraglio era stato trasferito, visse l'elefante Fritz, che morì nel 1852 dopo oltre venticinque anni. La sua pelle è conservata oggi nel museo di scienze naturali di Torino.

VII

Ordine Mauriziano e Fondazione: chi custodisce la residenza

Nel 1919 la Palazzina di Caccia di Stupinigi passò allo Stato e pochi anni dopo tornò all'Ordine Mauriziano, l'antico ordine cavalleresco dei Savoia. Dal 2004 la gestione spetta alla Fondazione Ordine Mauriziano, istituita con il decreto legge 277 di quell'anno, poi convertito nella legge 4 del 2005, erede e custode del patrimonio storico dell'Ordine.

Oltre alla Palazzina, la Fondazione conserva e gestisce la Precettoria di Sant'Antonio di Ranverso, l'Abbazia di Santa Maria di Staffarda e l'Archivio storico. Per questo esiste un biglietto cumulativo che comprende i tre monumenti, valido dodici mesi: costa 18 euro intero e 13 ridotto, con i dati aggiornati a ottobre 2026.

I grandi restauri della Palazzina di Caccia di Stupinigi sono cominciati nel 1988, con gli architetti Roberto Gabetti e Aimaro Isola insieme a Maurizio Momo. Il borgo e i circa 1.700 ettari della tenuta, invece, sono rimasti di proprietà dell'Ordine fino al gennaio 2009, quando sono stati acquistati dalla Regione Piemonte.

Nel febbraio 2004 la residenza subì un furto clamoroso: 27 oggetti e quattro dipinti, per un valore stimato in circa 40 milioni di euro. Il 26 novembre 2005 l'intera refurtiva fu ritrovata in buone condizioni vicino a Villastellone. Ancora oggi chi visita le sale chiede spesso quali fossero i pezzi sottratti e dove siano esposti.

VIII

Il giardino storico e il Parco naturale di Stupinigi

Il giardino che circonda la Palazzina fu disegnato nel 1740 da Michael Benard, sul modello dei giardini francesi. Dopo otto anni di lavori è stato riaperto il 1° giugno 2016, riportando i grandi viali ai disegni originali. A sud si stendono ampi parterre, chiusi a est e a ovest da filari di carpini.

Per il parco del giardino storico valgono orari propri: apre dal 1° marzo al 31 ottobre, dal martedì al venerdì dalle 10 alle 16.30 e nel fine settimana fino alle 17.30. Il biglietto separato costa 5 euro intero, 3 ridotto e 2 per le scuole. Da novembre a febbraio resta chiuso.

Oltre il muro del giardino si estende la tenuta di caccia, quasi 1.700 ettari tra Nichelino, Orbassano e Candiolo. Nel 1991 è diventata Parco naturale di Stupinigi, un'area protetta di 1.732 ettari tra campi e boschi. I cervi sono scomparsi da oltre un secolo, ma vivono scoiattoli, volpi, lepri e cicogne bianche.

Il parco naturale è collegato da piste ciclabili al Parco fluviale del Po di Torino Sud e a Pinerolo, una soluzione apprezzata da chi arriva in bicicletta. Un errore comune è confondere il parco aperto con il giardino storico a pagamento: il primo si attraversa liberamente, il secondo segue orari e biglietti propri.

IX

Il borgo di Stupinigi e viale Torino

Arrivando da Torino lungo viale Torino si incontrano prima i grandi prati a semicerchio, poi le cascine settecentesche e le scuderie disposte a emiciclo davanti alla Palazzina, e infine il cortile d'onore. Questo insieme di edifici rurali forma il borgo di Stupinigi, che accompagna lo sguardo verso il salone centrale.

Lungo viale Torino si trovano alcuni locali per una sosta prima o dopo la visita, tra cui un ristorante di cucina piemontese e un caffè affacciato sul viale. La chiesa della Visitazione affaccia sulla piazza e serve anche da riferimento per l'accesso al parcheggio interno riservato alle persone con mobilità ridotta.

X

Orari della Palazzina di Caccia di Stupinigi e biglietti

Gli orari, con dati aggiornati a ottobre 2026, prevedono l'apertura dal martedì al venerdì dalle 10 alle 17.30, con ultimo ingresso alle 17. Sabato, domenica e festivi la Palazzina apre dalle 10 alle 18.30, ultimo ingresso alle 18. Il lunedì è chiuso; il 24 e il 31 dicembre si chiude alle 14.

I biglietti hanno tre fasce: intero a 12 euro, ridotto a 8 euro e 5 euro per i ragazzi dai 6 ai 18 anni non compiuti, accompagnati da un adulto. Sotto i 6 anni l'ingresso è gratuito. Il ridotto spetta tra gli altri a persone con disabilità, over 65 e studenti universitari europei.

Un esempio concreto: due adulti con figli di 4 e 11 anni pagano 12 più 12 più 5 euro, quindi 29 euro, perché il più piccolo entra gratis. Aggiungendo il giardino storico, a 5 euro per gli adulti, la spesa sale a 39 euro, salvo riduzioni per i ragazzi da verificare in biglietteria.

I biglietti si comprano alla cassa oppure online, con un diritto di prevendita del 15 per cento; una volta acquistati non si possono cambiare né rimborsare. La prenotazione è richiesta solo ai gruppi da 15 a 25 persone. Chi ha l'Abbonamento Musei Torino Piemonte o la Royal Card entra gratuitamente.

XI

Come arrivare alla Palazzina di Caccia di Stupinigi da Torino

Con i mezzi pubblici la soluzione più semplice è la linea GTT 41, in direzione Orbassano, che parte dalla stazione Lingotto e arriva in circa venti minuti. Dal centro si può prendere il tram 4 fino a piazzale Caio Mario e cambiare sul 41, oppure la linea 18 fino a Stadio del Baseball.

La linea extraurbana 282 collega Porta Nuova con Stupinigi lungo la direttrice verso Pinerolo. In taxi conviene usare Pronto Taxi, al numero 011 5737, o Radio Taxi Torino, al numero 011 5730: mostrando la ricevuta della corsa in biglietteria si ottiene il prezzo ridotto, un vantaggio da tenere presente quando si viaggia in tre o quattro persone.

In auto dal centro si percorre corso Unione Sovietica e si prosegue su viale Torino; da fuori città si prende la tangenziale sud fino all'uscita Stupinigi. Il parcheggio davanti al complesso, lungo il viale, è gratuito. Chi cerca il castello di Stupinigi sul navigatore arriva comunque in piazza Principe Amedeo 7.

XII

Visita con i bambini, durata e accessibilità

L'audioguida gratuita si scarica sullo smartphone e propone 26 tappe per circa 65 minuti di ascolto; il percorso parte dalla scuderia juvarriana, passa per la biblioteca e arriva al salone, poi agli appartamenti reali e alla cappella. Calcolando soste e foto, la visita completa degli interni richiede circa un'ora e mezza.

Per le famiglie che visitano la Palazzina di Caccia di Stupinigi, la Fondazione propone visite con percorsi speciali pensati per i più piccoli, oltre ai programmi per le scuole. Una sequenza pratica con bambini: ingresso alle 10, salone e appartamenti fino alle 11.30, poi giardino storico, quando aperto, e pranzo lungo viale Torino prima di rientrare.

Le persone con mobilità ridotta sono assistite dal personale lungo tutto il percorso. Le porte hanno una larghezza massima di 0,75 metri e i camminamenti esterni sono in ghiaia, un dettaglio utile per chi usa carrozzine o passeggini. All'interno sono ammesse foto personali senza flash; servizi professionali richiedono autorizzazione scritta.

XIII

Eventi alla Palazzina: FLOReal, Natale e set cinematografici

Gli eventi alla residenza seguono le stagioni dell'anno. Nel 2026 la manifestazione FLOReal occupa il cortile d'onore dal 9 all'11 ottobre, mentre dal 28 novembre al 13 dicembre le scuderie ospitano il villaggio di Natale è Reale. Nella Galleria di Levante una mostra su Giacomo Puccini resta aperta fino al 25 ottobre.

Sale e cortili sono stati anche un set ricercato: qui sono state girate scene di Guerra e pace del 1956, di Elisa di Rivombrosa, della Cenerentola di Carlo Verdone e di The King's Man. In estate, dal 2018, il parco ha ospitato i concerti dello Stupinigi Sonic Park, fermati però nel 2025 dall'ente parco.

Prossima tappa

Le residenze più vicine a Palazzina di Caccia di Stupinigi, in linea d'aria, con i tempi di spostamento stimati e i giorni di chiusura abituali.
  1. Immagine creata con AI
    Immagine creata con AI
    Castello di Moncalieri6,5 kmin auto circa 20 min, con i mezzi circa 40 min · chiuso dal lunedì al giovedì
  2. Immagine creata con AI
    Immagine creata con AI
    Palazzo Chiablese10,7 kmin auto circa 30 min, con i mezzi circa 1 h 00 · chiuso il mercoledì
  3. Immagine creata con AI
    Immagine creata con AI
    Villa della Regina10,7 kmin auto circa 30 min, con i mezzi circa 1 h 00 · chiuso il lunedì
I tempi sono indicativi e non tengono conto del traffico o delle coincidenze; il pianificatore di itinerari divide più tappe in giornate, e il calcolatore dell'Abbonamento Musei mostra quando la tessera costa meno dei biglietti.

Domande frequenti

Quanto dura la visita alla Palazzina di Caccia di Stupinigi?

L'audioguida gratuita propone 26 tappe per circa 65 minuti di ascolto, quindi una visita completa degli interni richiede di solito un'ora e mezza. Tra marzo e ottobre conviene aggiungere almeno quaranta minuti per il giardino storico. Chi partecipa a una visita speciale nei sottotetti deve calcolare un'altra ora circa, con prenotazione.

Quanto costa il biglietto per la Palazzina di Caccia di Stupinigi?

Con i dati aggiornati a ottobre 2026 l'intero costa 12 euro e il ridotto 8 euro. I ragazzi dai 6 ai 18 anni non compiuti, accompagnati da un adulto, pagano 5 euro, mentre sotto i 6 anni si entra gratis. Il giardino storico ha un biglietto separato da 5 euro, ridotto 3.

Quali sono gli orari della Palazzina di Caccia di Stupinigi?

Dal martedì al venerdì la residenza apre dalle 10 alle 17.30, con ultimo ingresso alle 17. Sabato, domenica e festivi l'orario va dalle 10 alle 18.30, ultimo ingresso alle 18. Il lunedì è chiuso, così come il 25 dicembre, mentre il 24 e il 31 dicembre si chiude alle 14.

Come raggiungere Stupinigi da Torino con i mezzi pubblici?

La linea GTT 41, in direzione Orbassano, parte dalla stazione Lingotto e arriva alla Palazzina in circa venti minuti. Dal centro si può prendere il tram 4 fino a piazzale Caio Mario e cambiare sul 41. Un'altra soluzione è la linea extraurbana 282, che parte da Porta Nuova verso Pinerolo.

Dove parcheggiare alla Palazzina di Caccia di Stupinigi?

Davanti al complesso, lungo viale Torino, c'è un parcheggio gratuito. Le persone con mobilità ridotta possono usare il cancello automatico a sinistra della chiesa, che porta a un parcheggio interno: per l'apertura si chiama la Conciergerie al numero 011 6200635. Da fuori Torino si arriva dalla tangenziale sud, uscita Stupinigi.

Chi ha progettato la Palazzina di Caccia di Stupinigi?

Il progetto è di Filippo Juvarra, architetto messinese al servizio dei Savoia, incaricato da Vittorio Amedeo II nell'aprile del 1729. Dopo di lui il complesso venne ampliato per tutto il Settecento da Benedetto Alfieri, Giovanni Tommaso Prunotto e Ludovico Bo, che aggiunsero scuderie, ali rurali e nuovi appartamenti attorno al nucleo juvarriano.

Quando è stata costruita la Palazzina di Caccia di Stupinigi?

Il cantiere partì nel 1729 e la Palazzina venne inaugurata con la prima caccia nella festa di Sant'Uberto del 1731. Il grosso dei lavori si chiuse nel 1733, ma la fase juvarriana terminò solo tra il 1735 e il 1737. Le ali per scuderie e cascine furono aggiunte dal 1740.

Cosa rappresenta il cervo sulla cupola di Stupinigi?

Il cervo in bronzo è il simbolo della funzione venatoria della residenza. Fu fuso nel 1766 da Francesco Ladatte, scultore di corte. Per proteggerlo, nel 1992 l'originale è stato spostato all'interno e sostituito sulla cupola da una copia, che oggi domina il profilo della Palazzina vista da lontano lungo viale Torino.

La Palazzina di Caccia di Stupinigi è accessibile ai disabili?

La visita è possibile con l'assistenza del personale lungo tutto il percorso. Le porte interne hanno una larghezza massima di 0,75 metri e il percorso esterno è in ghiaia. Le persone con disabilità pagano il biglietto ridotto e l'accompagnatore entra gratis. Per l'accesso al parcheggio interno si contatta la Conciergerie.

Con l'Abbonamento Musei si entra gratis a Stupinigi?

Sì, chi possiede l'Abbonamento Musei Torino Piemonte entra gratuitamente alla Palazzina, come chi ha la Royal Card. Per le visite speciali nei sottotetti e sotto la cupola, invece, l'abbonamento copre solo l'ingresso: resta da pagare la quota di 10 euro della visita guidata, con prenotazione obbligatoria per email o al telefono.

Cosa fu rubato alla Palazzina di Caccia di Stupinigi?

Nel febbraio 2004 i ladri portarono via 27 oggetti e quattro dipinti, per un valore stimato intorno ai 40 milioni di euro. Il 26 novembre 2005 l'intera refurtiva fu ritrovata in buono stato nei pressi di Villastellone, nel Torinese, e gli oggetti tornarono nelle sale della residenza dopo i controlli.

Quando è aperto il giardino storico di Stupinigi?

Il giardino storico apre dal 1° marzo al 31 ottobre. Dal martedì al venerdì l'orario va dalle 10 alle 16.30, mentre sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 17.30. Resta chiuso il lunedì e per tutto il periodo da novembre a febbraio. Il biglietto intero costa 5 euro, il ridotto 3.

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