Il voto del 1706 all'origine della basilica di Superga
La basilica di Superga nasce da una promessa fatta in tempo di guerra. Il 2 settembre 1706, con Torino assediata dalle truppe franco-spagnole, il duca Vittorio Amedeo II salì sulla collina e fece voto di erigere un tempio alla Vergine se la città fosse stata liberata. Cinque giorni dopo arrivò la vittoria.
Con la battaglia del 7 settembre 1706, combattuta insieme al principe Eugenio di Savoia, si chiuse l'assedio e cambiò la sorte del ducato. Vittorio Amedeo II, che sarebbe diventato il primo re di Sardegna della casata, non dimenticò la promessa: il voto si trasformò in un cantiere destinato a rendere visibile da lontano la nuova dignità della dinastia.
Filippo Juvarra e il cantiere tra il 1717 e il 1731
Il progetto fu affidato a Filippo Juvarra, l'architetto messinese che lavorava per Casa Savoia e che firmò anche la Palazzina di Stupinigi e la facciata di Palazzo Madama. La prima pietra venne posata il 20 luglio 1717; servirono circa quattordici anni per completare la chiesa, aperta al pubblico il primo novembre 1731.
La chiesa occupa la sommità della collina, alta 672 metri e seconda altura di Torino, ben visibile dalla città e dalla pianura. L'edificio è lungo 51 metri e raggiunge 75 metri d'altezza con la cupola, impostata su un tamburo finestrato e chiusa da una lanterna con la statua dorata della Madonna.
Dal 2 agosto 2021 la cura e la gestione del complesso sono affidate alla Fraternità della Speranza, legata al Sermig. Accanto alla chiesa, lungo il corpo del convento, si trovano la Sala dei Papi, con i ritratti dei pontefici in ordine cronologico, e il monumento a Umberto I, inaugurato il 7 maggio 1902.
Le tombe reali dei Savoia nella cripta
Sotto la chiesa si apre la cripta delle tombe reali, voluta da Vittorio Amedeo III e realizzata tra il 1774 e il 1778. L'ambiente è neoclassico, scandito da colonne di marmo e da un ordinamento rigorosamente dinastico delle sepolture, pensato per mostrare la continuità della casata da un sovrano all'altro.
Oggi la cripta accoglie 68 membri di Casa Savoia, tra re, principi, duchesse e principesse. Vi riposano il fondatore Vittorio Amedeo II, primo re di Sardegna, Carlo Emanuele III, Vittorio Emanuele I e Carlo Alberto, figura centrale del Risorgimento. Carlo Felice è ricordato con una lapide, ma è sepolto nell'abbazia di Altacomba.
Un errore frequente è cercare a Superga i re d'Italia. Vittorio Emanuele II e Umberto I sono sepolti al Pantheon di Roma, con la regina Margherita; Vittorio Emanuele III riposa nel santuario di Vicoforte e Umberto II ad Altacomba. Le tombe reali di Superga raccontano soprattutto la dinastia del Settecento e del primo Ottocento.
Salire alla cupola: 131 gradini e la vista sulle Alpi
La salita alla cupola segue gli stessi orari della chiesa. Una scala a chiocciola di 131 gradini porta alla balconata esterna, da cui nelle giornate limpide si vedono Torino con la Mole Antonelliana, la pianura e l'arco alpino con il Monviso. Il biglietto intero costa 4 euro, il ridotto 3 euro.
Prima di salire sulla cupola della basilica di Superga conviene guardare il meteo: con maltempo, vento forte o temperature superiori ai 32 gradi la cupola non è accessibile. In piena estate, quindi, la mattina presto è il momento più sicuro. La scala è stretta e continua, senza pianerottoli comodi, e chi soffre di vertigini fa bene a valutarla con calma.
Orari e biglietti della basilica di Superga
Con i dati aggiornati a ottobre 2026, chiesa e Cappella del Voto aprono dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 13.30 e dalle 14.30 alle 18.00; sabato, domenica e festivi dalle 10.00 alle 19.00, senza pausa. L'ingresso in chiesa è libero, mentre cupola, cripta e appartamento hanno un biglietto proprio.
Tombe reali e Appartamento Reale costano 6 euro intero e 5 euro ridotto ciascuno. Le visite alla cripta si fanno solo in gruppo accompagnato; quelle all'appartamento sono due al giorno, in italiano, e durano 45 minuti. Nei fine settimana e nei festivi l'ultima visita parte tre quarti d'ora prima della chiusura.
Un esempio pratico: una famiglia con due adulti e due ragazzi di 10 e 14 anni che sceglie cupola e cripta spende 14 euro per la cupola e 22 euro per le tombe, cioè 36 euro. I bambini fino a cinque anni entrano gratis, così come i titolari dell'Abbonamento Musei e del Royal Pass.
Come arrivare a Superga con la Dentiera da Sassi
Il modo più tradizionale per salire alla basilica di Superga è la tranvia a cremagliera Sassi–Superga, chiamata Dentiera. Nata nel 1884 come funicolare con sistema Agudio e trasformata in cremagliera nel 1934, percorre circa 3,1 chilometri da piazza Modena, a 225 metri, alla stazione di vetta, superando 425 metri di dislivello con pendenze fino al 21 per cento.
Sulla Dentiera il viaggio dura circa diciotto minuti e le corse sono orarie. Nell'orario estivo 2026 la tranvia circolava nei feriali dalle 10.00 alle 18.00, il sabato fino alle 23.00 e la domenica fino alle 20.00, con l'ultima discesa mezz'ora dopo. Il mercoledì non circola e al suo posto viaggia il bus 79.
Per capire come arrivare a Sassi dal centro: si prende il tram 15 da piazza Castello in direzione Sassi, oppure le linee 61 e 68 da piazza Vittorio. Nell'estate 2025 la corsa sulla Dentiera costava 4 euro andata e 6 euro andata e ritorno nei feriali, 6 e 9 euro il sabato e nei festivi.
La tragedia del Grande Torino e la lapide del 1949
Alle 17.03 del 4 maggio 1949 il Fiat G.212 che riportava il Torino da Lisbona, dove la squadra aveva giocato un'amichevole con il Benfica, si schiantò contro il muraglione del terrapieno sul retro della basilica. Morirono 31 persone tra giocatori, dirigenti, tecnici, tre giornalisti e l'equipaggio, senza alcun superstite a bordo.
Sul retro della basilica di Superga una lapide riporta i 31 nomi ed è meta costante di tifosi e visitatori di ogni età. Ogni 4 maggio, dopo la messa celebrata in chiesa, il capitano del Torino legge i nomi davanti alla lapide. Chi vuole evitare la folla fa bene a scegliere un giorno diverso da quello della commemorazione.






