Palazzo Chiablese tra piazza San Giovanni e piazzetta Reale
Palazzo Chiablese occupa l'angolo tra piazza San Giovanni, via XX Settembre e piazza Castello, con la facciata in mattoni rivolta verso il Duomo. Un portico e una galleria al piano nobile lo collegano al Palazzo Reale, di cui per secoli fu una sorta di estensione destinata ai principi del sangue.
Oggi l'edificio ha due vite. Ai piani superiori lavorano gli uffici di due soprintendenze del Ministero della Cultura, mentre le sale del piano terreno, chiamate Sale Chiablese, fanno parte dei Musei Reali di Torino e ospitano le mostre temporanee. Dal 1997 il palazzo è iscritto nel sito UNESCO delle Residenze Sabaude.
La storia delle origini: Vitozzi, i Martinengo e il cardinale Maurizio
La storia del palazzo comincia alla fine del Cinquecento, quando Emanuele Filiberto volle un nuovo edificio, probabilmente sopra costruzioni medievali, dentro il disegno urbanistico tracciato da Ascanio Vitozzi per la nuova capitale. I primi proprietari furono Beatrice Langosco e Francesco Martinengo Colleoni, che ricevettero la dimora in dono dal duca stesso.
Fra il 1600 e il 1601 vi alloggiò il cardinale Pietro Aldobrandini, che tornò nel 1608 per i matrimoni delle figlie del duca. Nel 1642 il palazzo fu assegnato come residenza torinese al cardinale Maurizio di Savoia, che in seguito sposò la nipote Maria Ludovica Cristina, legando così la dimora a uno dei rami principali della famiglia.
Alla morte di Maria Ludovica Cristina, nel 1692, il palazzo perse la funzione di residenza principesca e accolse alcuni appartamenti di servizio della corte. Per circa sessant'anni rimase così un edificio di supporto alla vicina reggia, in attesa di un nuovo titolare capace di restituirgli rango, appartamenti e decorazioni degne della corte.
Il duca del Chiablese e i cantieri di Benedetto Alfieri
Il titolare arrivò nel 1753, quando Carlo Emanuele III destinò l'edificio al figlio Benedetto Maurizio, nato nel 1741 dalla terza moglie Elisabetta di Lorena. Il giovane principe portava fin dalla nascita il titolo di duca del Chiablese, l'antica provincia sabauda sulla sponda meridionale del lago di Ginevra, con capoluogo Thonon-les-Bains.
Per rinnovare gli appartamenti fu chiamato Benedetto Alfieri, architetto di corte. Lo scalone in marmo fu costruito nel 1753 e 1754, la manica centrale nel 1761, e le sale ricevettero stucchi dorati e boiserie su suoi disegni. Nella Sala delle guardie del corpo restano le sovrapporte dipinte da Francesco Antoniani nel 1758.
Nel 1775 Benedetto Maurizio sposò Maria Anna di Savoia, che sarebbe rimasta l'unica duchessa del Chiablese nella storia della dinastia: il titolo fu concesso quattro volte, ma solo lui si sposò. Nel 1798 i duchi lasciarono Torino per la Sardegna e poi per Roma, dove Benedetto Maurizio morì nel 1808 senza eredi del titolo.
Paolina Bonaparte, Carlo Felice e la nascita della regina Margherita
Durante l'occupazione francese Palazzo Chiablese fu messo a disposizione della famiglia di Napoleone, come altre residenze della corte. Fra il 1808 e il 1814 vi abitò il governatore Camillo Borghese con la moglie Paolina Bonaparte, sorella dell'imperatore: una parentesi di sei anni che portò una corte napoleonica nelle sale alfieriane.
Con la Restaurazione, nel 1814, l'edificio tornò alla duchessa vedova Maria Anna, che alla sua morte, nel 1824, lo lasciò in eredità al fratello Carlo Felice. Il sovrano, sul trono dal 1821, nel 1827 commissionò le trentuno vedute della Galleria del Cignaroli e morì nel palazzo il 27 aprile 1831.
Nel 1850, per le nozze di Ferdinando di Savoia-Genova con Elisabetta di Sassonia, le sale furono rimaneggiate sotto la direzione di Alfonso Dupuy. L'anno seguente, nel 1851, vi nacque Margherita di Savoia-Genova, futura prima regina d'Italia. Il ramo Savoia-Genova continuò ad abitare il palazzo fino al 1940, alla vigilia della guerra.
Bombardamenti, cinema e storia recente del Palazzo Chiablese
Fra il 1943 e il 1944 i bombardamenti anglo-americani colpirono Palazzo Chiablese più volte: furono gravemente danneggiate alcune sale verso la piazzetta Reale e andò completamente distrutto l'angolo dell'edificio rivolto verso il Seminario Maggiore. Al termine del conflitto l'edificio richiese lunghi interventi di restauro prima di poter tornare a ospitare uffici e pubblico.
Dal 1958 al 1985 le sale accolsero il Museo Nazionale del Cinema, prima del trasferimento della collezione in altra sede. Dopo i restauri l'edificio è diventato sede di uffici ministeriali, mentre il piano terreno è passato ai Musei Reali, che dal 2016 lo gestiscono come parte di un unico sistema con la reggia.
Sale e decorazioni: Cignaroli, Antoniani e Piffetti
Fra gli ambienti principali si ricordano il Salone degli svizzeri, destinato alla guardia, la Galleria alfieriana che porta agli appartamenti del Palazzo Reale e la Galleria del Cignaroli con le trentuno vedute volute da Carlo Felice. Le decorazioni seguono i disegni di Alfieri, con stucchi dorati e pannelli lignei alle pareti.
Nell'Alcova, l'ambiente un tempo destinato al letto, è esposto un doppio corpo dell'ebanista Pietro Piffetti, recuperato nel 2018 dai Carabinieri. I piani superiori del Palazzo Chiablese ospitano uffici ministeriali, mentre al pubblico sono destinate le sale del piano terreno, riservate alle mostre temporanee organizzate dai Musei Reali di Torino con partner diversi.
Le mostre nelle Sale Chiablese dal 2024 a oggi
Negli ultimi anni le Sale Chiablese hanno ospitato mostre dedicate a grandi nomi della pittura europea. Guercino. Il mestiere del pittore aprì il 23 marzo 2024 e fu prorogata fino al 15 settembre, raccogliendo 49.638 visitatori. Il 17 aprile 2025 si inaugurò Da Botticelli a Mucha. Bellezza, natura, seduzione, curata da Annamaria Bava.
Quella esposizione, prodotta con Arthemisia, riuniva oltre cento opere in undici sale attorno alla Venere di Botticelli della collezione Gualino. Dal 22 novembre 2025 al 3 maggio 2026 è stata la volta di Orazio Gentileschi. Un pittore in viaggio, che ha superato i 44.000 ingressi, 1.712 dei quali nell'ultimo fine settimana.
Dal 7 ottobre 2026 al 7 febbraio 2027 le sale presentano Still Image. Fotografie di Jessica Lange, oltre 200 immagini curate da Anne Morin e prodotte da Ares con i Musei Reali. Per il centenario della morte di Margherita di Savoia, nata in questo palazzo, il museo ha aperto inoltre due mostre dossier fino al 6 gennaio 2027.
Visitare le mostre: biglietti, orari e ingresso da piazza San Giovanni
Con dati aggiornati a ottobre 2026, la mostra fotografica è aperta dalle 10.00 alle 19.00 tutti i giorni tranne il mercoledì, con ultimo ingresso un'ora prima della chiusura. Il biglietto intero costa 16 euro, il ridotto 13, le scuole pagano 6 euro e fino a 12 anni si entra gratis.
Esiste anche un biglietto combinato da 24 euro che unisce mostra e Musei Reali. Facendo un conto rapido, una coppia che vuole vedere entrambe le cose nella stessa giornata spende quindi 48 euro, contro i 62 che pagherebbe sommando due biglietti mostra interi e due ingressi ordinari ai Musei Reali da 15 euro ciascuno.
L'accesso più comodo è quello di piazza San Giovanni 2, accanto al Duomo, che porta anche alla biglietteria dei Musei Reali e al Caffè Reale; nelle Sale Chiablese ci sono servizi igienici accessibili. Dalla stazione di Porta Nuova si arriva a piedi in circa venti minuti risalendo via Roma fino a piazza Castello.





