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Orari indicativi, ottobre 2026 · verificare sui canali ufficiali

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Residenze

Reggia di Venaria Reale: biglietti, orari, giardini e storia

La residenza di caccia voluta da Carlo Emanuele II a dieci chilometri da Torino, tra la Galleria Grande di Juvarra, le Scuderie e ottanta ettari di giardini.
Orari
Lunga galleria barocca bianca con finestroni ad arco e pavimento a scacchi illuminato dal sole (immagine creata con AI)
Immagine creata con AI
I

La Reggia di Venaria Reale: che cos'è e dove si trova

La Reggia di Venaria è la residenza di caccia che i Savoia costruirono a circa dieci chilometri a nord-ovest di Torino, nel comune di Venaria Reale. L'ingresso principale si affaccia su piazza della Repubblica 4, alla fine del borgo seicentesco. Dal 1997 fa parte del sito UNESCO delle Residenze sabaude, insieme alle altre dimore della Corona di delizie.

Il complesso è gestito dal Consorzio delle Residenze Reali Sabaude, che amministra anche il vicino Castello della Mandria. Nel 2018 i visitatori furono 1.048.834, un numero che collocava Venaria tra i luoghi della cultura statali più frequentati d'Italia. Oggi gli spazi aperti al pubblico comprendono palazzo, scuderie, citroniera, giardini storici e un orto produttivo.

Gli edifici restaurati e le piazze coprono circa 240.000 metri quadrati, mentre verde, giardini e boschi ne occupano 800.000. Questi numeri spiegano perché una visita frettolosa lasci sempre qualcosa fuori: tra il palazzo e il fondo dei giardini si cammina per oltre un chilometro, e la Mandria con il suo castello si trova ancora più avanti.

II

Biglietti della Reggia di Venaria: tariffe intere, ridotte e per famiglie

Alla Reggia di Venaria biglietti e combinazioni cambiano secondo le mostre in corso. I dati aggiornati a ottobre 2026 indicano tre formule principali: il biglietto Reggia a 18 euro, che include Scuderia Grande e Giardini; Tutto in una Reggia a 25 euro, che aggiunge le esposizioni temporanee; il cumulativo con il Castello della Mandria a 22 euro.

Per ragazzi dai 6 ai 20 anni e universitari sotto i 26 anni il biglietto Reggia scende a 8 euro e Tutto in una Reggia a 10. Esiste anche un ridotto famiglia da 55 euro per due adulti e da uno a quattro ragazzi tra i 6 e i 16 anni. I minori di 16 anni devono entrare accompagnati.

Un esempio concreto aiuta a scegliere. Due genitori con figli di 9 e 12 anni che vogliono vedere anche la mostra spendono 55 euro con la tariffa famiglia, contro i 70 euro della somma di due interi e due ridotti ragazzi. Se le mostre non interessano, due biglietti Reggia interi e due ridotti costano 52 euro.

Per la Reggia di Venaria biglietti e prenotazioni vanno insieme: il sito ufficiale raccomanda di acquistare online, scegliendo giorno e fascia oraria d'ingresso. Le visite guidate si pagano a parte, 6 euro a persona per il percorso di novanta minuti. Per informazioni la biglietteria risponde al numero 011 4992333, ricordando sempre di controllare il canale ufficiale prima di partire.

Dentro la Reggia: quattro sale da esplorare
Una pianta 3D del percorso di visita e quattro ambienti ricostruiti in cui entrare: si sceglie una sala, ci si guarda intorno trascinando, si cammina con un doppio clic sul pavimento e i numeri aprono i dettagli.
Ricostruzione 3D della Galleria Grande della Reggia di Venaria, con il pavimento a scacchiera e la luce dalle arcate (ricostruzione 3D)
La ricostruzione 3D si carica quando la sezione è visibile.
Pianta del percorso
Ricostruzione 3D indicativa: proporzioni e aperture seguono le misure pubblicate, dove disponibili, e stime dichiarate negli altri casi; decorazioni, dipinti e stucchi sono interpretazioni create con AI e non riproducono le opere.
Le quattro sale ricostruite
  1. Galleria Grande 73,5 × 10,9 m, alta 14,75 m
    La galleria che chiude a sud la Corte d'onore fu costruita da Michelangelo Garove dal 1703 e trasformata da Filippo Juvarra dal 1716, che ingrandì le finestre e la rese una delle gallerie più luminose d'Europa. Undici campate per lato alternano grandi arcate e aperture rettangolari, con ventidue finestre ovali nella volta ribassata.
    • Il «teatro di luce» di Juvarra: Dal 1716 Juvarra ingrandì i finestroni di Garove e conservò gli ovali della volta: la luce entra dal giardino a sud e si riflette sul pavimento di marmo e sugli stucchi bianchi.
    • I rilievi della volta: Al centro della volta compare il carro del Sole, tra allegorie dell'agricoltura, del commercio, delle arti e delle scienze: gli stucchi del 1768–72 celebrano il buon governo di Carlo Emanuele III.
    • La fascia delle virtù: Tra le finestre ovali corrono pannelli di stucco del 1718–19 con le virtù militari e civili tratte dall'Iconologia di Cesare Ripa, attributi del sovrano.
    • Le colonne di marmo d'Arzo: Le quattro colonne dei portali alle due estremità vengono dalla Grande Galleria che Carlo Emanuele II aveva avviato a Torino nel 1674 senza completarla: sono l'unica nota di colore della sala.
    • Il pavimento tornato a Venaria: Il pavimento originale del 1720–21 fu smontato nel 1811 e portato nella Galleria Beaumont di Palazzo Reale. Quello attuale, a quadrotte bianche e verde scuro disposte a 45 gradi, è stato rifatto nel 1995 sul disegno di Juvarra.
    • I piedistalli vuoti: I piedistalli tra le lesene dovevano reggere statue delle province del Regno, commissionate a Ignazio Collino a fine Settecento e mai realizzate.
    • La terrazza sul giardino: La campata centrale si apre sulla terrazza del giardino, la cui balaustra portava quattordici vasi di marmo dei fratelli Collino, trasferiti nel 1812 ai Giardini Reali di Torino.
    • Da magazzino militare alla riapertura: Nell'Ottocento la galleria fu un magazzino dell'esercito. I restauri del 1961–63 e quelli del 1997–2007 hanno consolidato e rifatto gli stucchi e riaperto le arcate.
  2. Sala di Diana 18,25 × 12,20 m, alta circa 14 m
    Il salone a doppia altezza al centro della Reggia di Diana di Amedeo di Castellamonte, completato nel 1663, attraversa il corpo di fabbrica dalla loggia sulla corte alla terrazza sui giardini. Le pareti alternano le tele di caccia di Jan Miel ai ritratti equestri della corte, tra erme di satiri e trofei di caccia in stucco.
    • Giove investe Diana: Nel riquadro centrale della volta Jan Miel dipinse tra il 1661 e il 1663 Giove che affida alla giovane Diana l'impero su tutte le cacce, con il motto «Delle cacce ti dono il sommo impero».
    • Le sei tele della caccia al cervo: Miel raffigurò le fasi della caccia più nobile, dall'andata al bosco alla curea: cortigiani riconoscibili dai cappelli piumati alzano le scene di genere al rango della pittura di corte.
    • La parata equestre: Nel registro superiore erano esposti dieci doppi ritratti equestri della famiglia ducale e della nobiltà, dipinti tra il 1658 e il 1664 da Charles Dauphin, Jan Miel, Balthasar Mathieu e altri; ne restano sette.
    • Erme e trofei: Gli stucchi, terminati entro il 1664 da maestranze luganesi, rispondono ai dipinti con erme di satiri, trofei di caccia e di pesca, ninfe sedute e putti, secondo il programma dell'«Aula Regia» di Emanuele Tesauro.
    • Una sala passante: La sala collega la loggia verso la corte con la terrazza verso i giardini ed è tagliata a metà dall'asse prospettico di Castellamonte, che dal borgo prosegue fino al Tempio di Diana.
    • Il ritorno delle tele: Le tele, disperse nell'Ottocento, sono tornate in sala nel 2007 dopo il restauro al Centro Conservazione e Restauro, in cornici realizzate apposta.
  3. Cappella di Sant'Uberto croce greca con nucleo ottagonale, circa 35 × 32 m all'interno (stima)
    La chiesa di corte progettata da Filippo Juvarra dal 1716 e terminata nel 1729 è una croce greca con quattro cappelle circolari sulle diagonali, illuminate dall'alto. La cupola non fu mai costruita: sopra il tamburo c'è un soffitto piano su cui Giovanni Galliari dipinse l'illusione di una cupola a cassettoni.
    • L'altare di Giovanni Baratta: L'altare maggiore, del 1724–29, non ha pala: un tabernacolo a tempietto sorretto da angeli di marmo si staglia controluce davanti alla finestra ellittica dell'abside.
    • I quattro Dottori della Chiesa: Nelle nicchie dei pilastri della crociera siedono Agostino, Atanasio, Ambrogio e Giovanni Crisostomo di Giovanni Baratta con Giovanni Antonio Cybei: l'unica parte dell'arredo rimasta nel luogo voluto da Juvarra.
    • La cupola dipinta: La cupola di Juvarra non fu mai costruita: Giovanni Galliari dipinse l'illusione di una cupola a cassettoni su una tela fissata a un soffitto piano, sopra un tamburo vero ricostruito nel 1980.
    • La pala di Trevisani: Sull'altare del transetto destro l'Immacolata con san Luigi IX e il beato Amedeo di Savoia di Francesco Trevisani, del 1724.
    • La pala di Sebastiano Ricci: Sull'altare del transetto sinistro l'Assunzione della Vergine con i santi Gabriele, Eusebio, Sebastiano e Rocco di Sebastiano Ricci.
    • Le tribune reali: Lo scalone di Benedetto Alfieri portava la corte ai coretti con le balaustre di legno, da cui la famiglia reale seguiva la messa come da un palco di teatro.
    • Il viaggio delle pale: Dal 1964 al 2006 le quattro pale rimasero nell'Aula Magna dell'Università di Torino; restaurate, sono tornate nelle loro cappelle con la riapertura del 2006.
  4. Citroniera 148 × 14 m, alta 16 m
    La grande serra degli agrumi di Juvarra, costruita tra il 1722 e il 1727 accanto alla Scuderia Grande, apre a sud arcate e oculi per catturare la luce d'inverno. Sulla parete opposta, in comune con la Scuderia, le finestre sono soltanto dipinte. Oggi l'interno è bianco e quasi spoglio: gli stucchi previsti da Juvarra furono eseguiti solo in parte e andarono perduti nell'Ottocento.
    • Una serra costruita come un tempio: In inverno vi si riparavano gli alberi di agrumi in cassa dei giardini. Gli appaltatori lamentavano che Juvarra avesse disegnato «un magnifico tempio» invece di una scuderia e di una serra.
    • Le finestre dipinte: La parete nord, condivisa con la Scuderia Grande, ripete le finestre del lato sud in trompe-l'œil.
    • Le stanze dei paggi: Nel 1750 Benedetto Alfieri ricavò tra l'estradosso delle volte e le grandi capriate di legno gli alloggi dei paggi di corte.
    • La Scuderia Grande accanto: Oltre la parete nord corre la Scuderia Grande, 148 per 12 metri, la più grande scuderia reale del Piemonte; vi è esposto il Bucintoro di Vittorio Amedeo II.
    • Le statue perdute: Nel 1813 otto busti e otto statue, quattro delle quali colossali, furono portati a Torino. Restano sulla facciata gli otto vasi di marmo provenienti dal giardino seicentesco.
III

Ingressi gratuiti, Abbonamento Musei e biglietto solo per i giardini

L'ingresso è gratuito per i bambini sotto i 6 anni accompagnati, per le persone con disabilità e il loro accompagnatore e per chi possiede l'Abbonamento Musei Torino Piemonte, che va mostrato con un documento. Valgono anche la Torino+Piemonte Card, il Royal Pass e il Passaporto culturale, che nel primo anno di vita del bambino fa entrare due adulti.

Chi vuole soltanto camminare all'aperto può comprare il biglietto Giardini a 6 euro intero, 5 ridotto e 2 euro per i ragazzi, con dati aggiornati a ottobre 2026. In occasione di eventi speciali nel verde il prezzo cresce di un euro. Per chi abita vicino conviene l'abbonamento annuale ai Giardini da 15 euro.

L'Abbonamento Musei si può acquistare direttamente in biglietteria, a una cassa dedicata. Dal martedì al venerdì funziona dalle 10 alle 13 e dalle 13.30 alle 15.30; sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 13 e dalle 13.30 alle 16.30. Un errore frequente è presentarsi a fine pomeriggio sperando di attivarlo sul posto.

Ieri e oggi
La veduta del 1682 guarda dalla piazza dell’Annunziata lungo la via Maestra verso la reggia di Amedeo di Castellamonte. Mancano ancora la Galleria Grande, Sant’Uberto, la Citroniera e le Scuderie di Juvarra, costruite dal 1716; i giardini seicenteschi furono poi ridisegnati e in parte distrutti.
Veduta odierna dallo stesso punto di vista (immagine creata con AI)
Immagine creata con AI
Regiae Venationis Aedium Prospectus, Theatrum Sabaudiae, tavola I.36, incisione attribuita a Romeyn de Hooghe, 1682
1682Oggi
A sinistra: Regiae Venationis Aedium Prospectus, Theatrum Sabaudiae, tavola I.36, incisione attribuita a Romeyn de Hooghe, 1682; Rijksmuseum, Amsterdam (CC0), scheda dell’opera. A destra: veduta odierna dallo stesso punto di vista, immagine creata con AI.
IV

Orari di apertura della Reggia e dei giardini

Gli orari in vigore a ottobre 2026 prevedono la chiusura il lunedì, tranne quando è festivo. Dal martedì al venerdì palazzo, mostre e Giardini aprono dalle 9.30 alle 17; sabato, domenica e festivi l'apertura si prolunga fino alle 18.30. Gli ingressi terminano un'ora prima, quindi alle 16 nei giorni feriali.

Dal 7 novembre i Giardini adottano l'orario invernale e chiudono alle 17 anche nel fine settimana. Durante l'estate gli orari si allungano: nel 2026, tra fine luglio e inizio settembre, la Reggia restava aperta fino alle 19 dal martedì alla domenica, e fino alle 23 il venerdì e il sabato con le aperture serali.

Per il biglietto Tutto in una Reggia vale una regola più stretta: l'ultimo ingresso è fissato due ore prima della chiusura, perché il percorso con le mostre richiede tempo. Una sequenza pratica per non restare fuori consiste nel prenotare la fascia delle 9.30 o delle 10, visitare il palazzo al mattino e lasciare i Giardini al pomeriggio.

V

Come arrivare alla Reggia da Torino Porta Nuova e dal centro

Da Torino Porta Nuova il modo più semplice è prendere la metropolitana fino a Porta Susa e lì un treno del Servizio Ferroviario Metropolitano. Le linee SFM4, SFM6 e SFM7 fermano alla stazione Reggia di Venaria, in viale Roma. Da lì si percorrono circa 500 metri a piedi lungo via Andrea Mensa, nel Borgo Antico, fino alla biglietteria.

La navetta GTT Venaria Express collega il centro di Torino e la stazione di Porta Susa con la Reggia e il Parco della Mandria, dal martedì alla domenica e nei festivi. A ottobre 2026 la corsa si ferma a Borgo Antico e prosegue verso la Mandria. Servono la Reggia anche le linee urbane GTT 11, 72, 72/ e VE1.

Chi arriva in aereo all'aeroporto di Caselle può usare direttamente la linea SFM4, che passa da Venaria senza cambi. In bicicletta la Reggia si raggiunge lungo il percorso ciclabile Corona Verde, che collega diverse residenze sabaude. Per tutti i mezzi pubblici conviene consultare gli avvisi GTT e SFM il giorno stesso della partenza.

Come il sole entra nella Galleria Grande
Un giorno e un anno di luce nella galleria di Juvarra alla Reggia di Venaria, ricostruiti dalla posizione reale del sole.
1. Orientamento. La Galleria Grande chiude il lato meridionale della Corte d’onore. L’asse della reggia è ruotato di circa 23 gradi rispetto alla direzione est–ovest, come mostra la pianta di OpenStreetMap: una parete lunga guarda verso il cortile, a nord-nord-est, l’altra verso i giardini, a sud-sud-ovest. A Venaria il sole passa a sud per gran parte del giorno, perciò la luce diretta arriva dalle aperture sul giardino.
2. Le aperture. Le misure della sala vengono dal rilievo: 73,50 metri di lunghezza, 10,90 di larghezza, 14,75 all’altezza massima della volta. Le aperture sono invece stimate dalle proporzioni delle fotografie: archi di circa 3,0 × 8,6 metri, porte-finestre di 1,9 × 5,4, ovali di 1,35 × 2,25 con il davanzale a circa 11 metri. Anche lo spessore del muro, intorno a 1,3 metri, è una stima, e decide quanta luce passa.
3. Metà ottobre. Alle 13:30 del 15 ottobre il sole sta a sud, alto circa 36 gradi. Ogni arco e ogni porta-finestra proietta sul pavimento una figura di luce allungata verso il cortile. I bordi sono tagliati dallo spessore del muro, che trattiene una parte del fascio quando il sole arriva di sbieco. Le figure più lunghe, quelle degli archi, arrivano quasi alla parete opposta.
4. Un giorno. Lo stesso giorno, ora per ora. Fino a metà mattina il sole sta a sud-est e colpisce la facciata troppo di sbieco: lo spessore della parete ferma i raggi. Poi le figure di luce compaiono, si allungano e si inclinano verso est man mano che il sole gira verso ovest. Nel primo pomeriggio, con il sole quasi di fronte alla parete, coprono la parte più ampia del pavimento.
5. Solstizio d’inverno. Al solstizio d’inverno il sole del mezzogiorno è alto poco più di 21 gradi. I raggi che passano dagli archi corrono bassi sul pavimento, arrivano fino alla parete del cortile e vi salgono di qualche metro. Anche gli ovali sotto la volta lanciano macchie di luce su quella parete, tra 6 e 8 metri d’altezza. È la stagione in cui la luce entra più in profondità.
6. Solstizio d’estate. A fine giugno il sole del mezzogiorno è alto più di 68 gradi. Il fascio che entra da un arco scende ripido e lo spessore del muro ne trattiene la parte alta: sul pavimento resta una striscia di meno di due metri lungo la parete del giardino. Negli ovali, alti poco più di due metri, il muro blocca del tutto i raggi diretti, e la volta riceve solo luce riflessa.
7. E se fosse girata?. Una prova: la stessa galleria ruotata di mezzo giro, con le aperture verso nord-nord-est. Il calcolo, ripetuto per ogni giorno del 2026, trova luce diretta sul pavimento solo dal 23 marzo al 22 settembre, e al massimo per 3,5 ore al giorno, solo al mattino presto, con il sole basso e di lato; la sera i raggi arrivano troppo di sbieco. Senza contare l’ombra delle ali del cortile, da ottobre a marzo il pavimento non vedrebbe mai il sole.
8. Quando andare. Ripetuto su tutto l’anno, il calcolo mostra quando la galleria riceve più sole diretto. Da ottobre a febbraio la luce copre la parte più ampia del pavimento, soprattutto nel primo pomeriggio; in estate entra poco, e la sala resta chiara di luce riflessa. Il cielo non è considerato: per vedere le figure di luce conviene una giornata limpida, verificando prima gli orari di apertura della reggia.
Misure della sala dal rilievo pubblicato; dimensioni delle aperture e spessore del muro stimati dalle fotografie. Posizione del sole calcolata per Venaria Reale (45,1353° N, 7,6253° E) con cielo sereno e senza ostacoli esterni. Fonti: E. Vaccarisi, «Gallerie e residenze di corte… La Galleria Grande di Venaria Reale», tesi di laurea magistrale, Politecnico di Torino, 2022 (misure dal rilievo di A. Gritella) · La Venaria Reale, La Galleria Grande · NOAA Global Monitoring Laboratory, Solar Calculation Details · OpenStreetMap, Galleria di Diana (way 245394760).
VI

In auto: parcheggi, tariffe e giorni di grande affluenza

In auto si esce dalla tangenziale nord di Torino a Venaria oppure a Savonera/Venaria, seguendo le indicazioni per Reggia e Giardini. I parcheggi ufficiali sono il Castellamonte, chiamato park A, e il Carlo Emanuele II, park B. Non sono custoditi, aprono ogni giorno dalle 6.30 alle 23 e costano 1,50 euro all'ora.

Dalla quinta ora la tariffa scende a un euro all'ora, mentre i pullman pagano 5 euro all'ora. I camper sono indirizzati al park B. Gli stalli per persone con disabilità si trovano in fondo a via Castellamonte, vicino a piazza della Repubblica, e sono gratuiti senza limiti di tempo esponendo il contrassegno.

Nei giorni di grande affluenza il Consorzio suggerisce di lasciare l'auto nella zona dell'Allianz Stadium e prendere il treno SFM dalla stazione Venaria Reale – Rigola Stadio. Va considerato anche un cantiere: il ponte Castellamonte è chiuso e un ponte provvisorio in via Vittorio Scodeggio ha modificato l'accesso da nord ai due parcheggi.

VII

Carlo Emanuele II e il progetto di Amedeo di Castellamonte

A metà del Seicento il duca Carlo Emanuele II, incoraggiato dalla madre Cristina di Francia, la Madama Reale, decise di aggiungere una nuova residenza di piacere e di caccia al sistema di dimore intorno a Torino. L'incarico andò all'architetto di corte Amedeo di Castellamonte, che iniziò a disegnare nel 1658; il cantiere partì nel 1659.

Il progetto non riguardava soltanto un palazzo. Comprendeva scuderie, citroniera, canili, un parco con boschi di caccia e un intero borgo, tagliato da una via maestra allineata con il centro della reggia. La Reggia di Diana era pronta nel 1663, la Fontana d'Ercole fu costruita tra il 1669 e il 1672, il Tempio di Diana nel 1673.

Quella linea prospettica, che dal borgo attraversava la residenza e proseguiva con un canale fino al Tempio di Diana, è ancora la chiave per leggere il complesso. Il primo ottobre 1693, durante la guerra con la Francia, le truppe francesi distrussero parte degli edifici, e un nuovo assedio, quello di Torino del 1706, portò altri danni.

VIII

Garove, Juvarra e Alfieri: il Settecento della residenza

Dal 1699 Michelangelo Garove trasformò il complesso per Vittorio Amedeo II, dandogli un carattere più grandioso e ridisegnando i giardini alla francese, con prospettive aperte e il modello di Versailles sullo sfondo. Furono demoliti il Tempio di Diana e la Fontana d'Ercole. Garove avviò la Galleria Grande, ma morì nel 1713 lasciandola incompiuta.

Nel 1716 il cantiere passò a Filippo Juvarra, che completò la Galleria Grande e costruì la Cappella di Sant'Uberto tra il 1716 e il 1729, oltre alla Citroniera e alla Scuderia Grande tra il 1722 e il 1727. Nei giardini creò il Gran Parterre, un giardino all'inglese e un labirinto, portando Venaria tra i capolavori del barocco europeo.

Partito Juvarra per Madrid nel 1736, tre anni più tardi Carlo Emanuele III chiamò Benedetto Alfieri. Il nuovo architetto collegò cappella, citroniera e scuderia con un sistema di gallerie, ricostruì la torre dell'orologio e aggiunse due scuderie, un maneggio coperto e ambienti di servizio. La vita di corte proseguì fino al 1798.

IX

Declino militare, restauro e riapertura nel 2007

Dopo la partenza di Carlo Emanuele IV da Torino nel 1798 iniziò la fase più dura. In epoca napoleonica i giardini diventarono una piazza d'armi e il palazzo una caserma; con la Restaurazione la tenuta fu sfruttata come azienda agricola e poi ceduta all'esercito, che la occupò dal 1850 al 1943 tra scuola di cavalleria e reggimenti di artiglieria.

Tolto il presidio militare, il palazzo subì decenni di saccheggi: furono asportati tutti i materiali riutilizzabili. Nel 1961, per il centenario dell'Unità, Galleria e Salone di Diana ebbero un intervento soprattutto decorativo. Un recupero sistematico iniziò negli anni Ottanta, mentre la Cappella di Sant'Uberto era passata al Ministero già nel 1936.

Quel cantiere decisivo durò dal 1999 al 2007 e costò oltre 300 milioni di euro, finanziati da Ministero, Regione Piemonte e Unione Europea. Furono restaurati 100.000 metri quadrati di superfici, 9.500 di stucchi e 1.000 di affreschi. I Giardini riaprirono il 9 giugno 2007 e la Reggia in ottobre; seguirono la Citroniera nel 2010 e il Bucintoro nel 2011.

X

Il percorso di visita: dalla Sala di Diana alla Galleria Grande

Il percorso permanente si chiama Teatro di Storia e Magnificenza e misura quasi duemila metri. Comincia al piano seminterrato, negli ambienti un tempo destinati al servizio della corte, dove si racconta la dinastia sabauda fino all'Ottocento. Le ultime sale mostrano come la residenza sarebbe dovuta diventare secondo i progetti incompiuti di Garove, Juvarra e Alfieri.

Salendo al Piano Nobile si entra nella seicentesca Reggia di Diana, con la sala omonima, e si prosegue attraverso gli appartamenti del Duca e della Duchessa, del Re e della Regina. Le figure della corte immaginate dal regista Peter Greenaway accompagnano il pubblico, e oltre 500 opere tra dipinti, arazzi, argenti e orologi evocano gli arredi perduti.

La Galleria Grande è il punto in cui quasi tutti si fermano: lunga, bianca, attraversata dalla luce dei finestroni, con stucchi su disegno di Juvarra eseguiti da Pietro Filippo Somazzi a partire dal 1718. Una musica di Brian Eno accompagna il passaggio. Subito dopo si raggiungono il Rondò alfieriano e l'appartamento della principessa Ludovica, con opere a rotazione.

XI

Cappella di Sant'Uberto, Scuderie Juvarriane e Citroniera

Sant'Uberto, la cappella che chiude il percorso cerimoniale del Piano Nobile, è opera di Juvarra, che non poté costruire una vera cupola a causa degli edifici circostanti e la fece dipingere in prospettiva, con l'illusione di una volta più alta. La sacrestia è stata riallestita nel 2019 e dal 2021 espone una tela di Palma il Giovane su Lepanto.

Nella Scuderia Grande, lunga 148 metri e capace un tempo di circa duecento cavalli, è esposto il Bucintoro che Vittorio Amedeo II fece costruire a Venezia tra il 1729 e il 1731, presentato con albero, remi e vele. Accanto stanno carrozze di gala in prestito dal Quirinale, tra cui la Berlina dorata di Umberto I.

La Citroniera, anch'essa lunga 148 metri, larga 14 e alta 16, nasceva come ricovero invernale degli agrumi e oggi ospita grandi esposizioni temporanee. Davanti alla Scuderia è collocata La mosca cieca di Romano Gazzera, restaurata dal Centro Conservazione e Restauro di Venaria. L'ingresso alla Regia Scuderia è compreso sia nel biglietto Reggia sia in Tutto in una Reggia.

XII

I giardini della Reggia di Venaria: Gran Parterre, Peschiera e Potager Royal

I giardini della Reggia di Venaria, riaperti nel 2007 e inseriti nella rete dei Grandi Giardini Italiani, coprono ottanta ettari visitabili con circa duecentomila nuove piantumazioni. Si dividono in Parco Alto, Parco Basso e Asse centrale. Nel Parco Alto il Gran Parterre juvarriano è circondato da stanze di verzura, cioè pareti di carpino che creano passeggiate in ombra.

Al centro del Gran Parterre sei lastre di granito nero formano l'opera di Giovanni Anselmo Dove le stelle si avvicinano di una spanna in più, su cui i visitatori possono salire. Poco lontano, il Giardino delle Rose ricorda uno dei due quadrati del giardino inglese di Juvarra, con pergole di rose rampicanti che fioriscono soprattutto a maggio.

Nel Parco Basso la Peschiera contiene circa undici milioni di litri d'acqua e ninfee che fioriscono da aprile-maggio fino a settembre. Vicino si trovano il Giardino delle Sculture Fluide di Giuseppe Penone, con quattordici opere realizzate tra il 2003 e il 2007, e il Potager Royal, un orto e frutteto di circa dieci ettari.

Un errore comune è fermarsi al Gran Parterre e tornare indietro. Chi invece scende lungo l'Asse centrale, passando per il Giardino a Fiori e i resti del Tempio di Diana, vede la prospettiva pensata da Castellamonte, con il Parco della Mandria e la catena delle Alpi sullo sfondo nelle giornate limpide.

XIII

Fontana del Cervo, Fontana d'Ercole e i teatri d'acqua

Nella Corte d'onore la Fontana del Cervo ospita dal 2008 il Teatro d'Acqua: cento getti alti fino a nove metri danzano su musiche antiche e contemporanee a orari stabiliti. Nella stagione 2026, dal 3 aprile al primo novembre, lo spettacolo si tiene il sabato e la domenica, e la sera si arricchisce di proiezioni luminose nell'acqua.

La Fontana d'Ercole, realizzata tra il 1669 e il 1672 come macchina scenografica di grotte, ninfei e scalinate, fu smantellata all'inizio del Settecento e interrata. Il restauro è stato completato nel giugno 2022, e la statua dell'Ercole Colosso è tornata al centro della vasca. Il suo teatro d'acque si attiva allo scoccare di ogni ora.

Entrambi gli spettacoli sono compresi in tutti i biglietti, dal più semplice biglietto Giardini al cumulativo. Per vedere la Fontana del Cervo conviene quindi pianificare un fine settimana tra aprile e ottobre, magari tornando nella Corte d'onore a fine visita, quando le persone diminuiscono e la luce del pomeriggio scende sulla facciata.

XIV

Eventi, mostre e aperture serali durante l'anno

La programmazione cambia a ogni stagione. In primavera la fioritura dei ciliegi apre i Giardini anche la sera; d'estate, nel 2026 dal 31 luglio al 5 settembre, il venerdì e il sabato la residenza restava aperta fino alle 23 con spettacoli, musica e candele. In autunno il foliage nei Giardini va dal 15 ottobre al 22 novembre 2026.

Tra le mostre in corso nell'autunno 2026 figurano Regine in scena, sul costume teatrale e cinematografico, aperta fino al 18 ottobre, e Atelier dei Moderni, con opere da Matisse a Bacon dal Musée des Beaux-Arts di Lione, fino al 14 febbraio 2027. Il calendario prosegue con la Festa di Sant'Uberto l'8 novembre.

Per le feste di fine anno sono annunciati Immaginaria, dal 6 dicembre 2026 al 6 gennaio 2027, e le Sere di Natale alla Reggia, dal 26 dicembre al 5 gennaio. Prima di comprare il biglietto conviene verificare quali mostre sono aperte quel giorno, perché da questo dipende se è attiva la formula Tutto in una Reggia.

XV

Visitare la Reggia di Venaria con bambini e quanto dura la visita

La Reggia è riconosciuta come museo adatto alle famiglie nel progetto Nati con la Cultura. All'ingresso si può chiedere la mappa dell'esploratore, illustrata da Giorgia Merlin e scritta con un carattere ad alta leggibilità, che trasforma sale e Giardini in una caccia ai dettagli. Vicino al bookshop c'è una sala per famiglie e allattamento.

Nei Giardini il Boschetto dei giochi ospita il Fantacasino, una costruzione fiabesca aperta nel 2026 dal 10 aprile al primo novembre. Il trenino coperto La Freccia di Diana fa un giro di circa 25 minuti nel Parco Basso: costa 5 euro intero, 4 euro dai 3 ai 18 anni ed è gratuito sotto i tre anni.

Ecco come si può comporre una giornata con un bambino di otto anni. Ingresso alle 10, un'ora e mezza di sale, pausa in caffetteria, alle 13.30 il trenino, poi Fantacasino e Peschiera fino alla chiusura. Per il passeggino non ci sono ostacoli: palazzo e spazi espositivi sono privi di barriere architettoniche.

Quanto alla durata, il percorso del palazzo misura quasi duemila metri e la visita guidata standard dura novanta minuti. Con le Scuderie e i giardini della Reggia di Venaria si arriva facilmente a quattro o cinque ore. Chi aggiunge il Castello della Mandria, a circa 2,5 chilometri, può noleggiare una bicicletta al Patio dei Giardini per 6 euro.

XVI

Il Borgo Antico, via Andrea Mensa e dove mangiare

Il Borgo Antico di Venaria fu disegnato anch'esso da Amedeo di Castellamonte tra il 1667 e il 1690, come parte integrante della residenza. La sua via maestra, oggi via Andrea Mensa, collegava il paese al palazzo ed era fiancheggiata da case porticate e botteghe al servizio della corte; al numero 34 si trova la biglietteria centrale.

Nella pianta, il borgo doveva richiamare il collare dell'Ordine dell'Annunziata, con piazza dell'Annunziata nel ruolo del medaglione. Sulla piazza si fronteggiano due esedre porticate e due colonne con le statue dell'Annunziata e dell'Angelo annunziante. Sul lato nord sorge la chiesa della Natività di Maria Vergine, costruita tra il 1664 e il 1671 e rimaneggiata da Alfieri.

Dentro il complesso la Caffetteria degli Argenti, gestita da Alfredo Russo, occupa le antiche sale cinesi e ha una terrazza sul Gran Parterre. Lo stesso chef guida il ristorante Dolce Stil Novo, che ha una stella Michelin ed è aperto dal 2008. D'estate apre il ristorante del Patio dei Giardini, nel 2026 rimasto attivo fino al 5 settembre.

Fuori dalle mura, lungo via Andrea Mensa si contano diversi bar e ristoranti a pochi minuti dalla biglietteria. Al civico 37/g il Convito della Venaria, citato dalla Guida Michelin, propone cucina piemontese come vitello tonnato, tajarin e agnolotti del plin; è chiuso il lunedì e la sera lavora soltanto dal mercoledì al sabato.

Prossima tappa

Le residenze più vicine a Reggia di Venaria, in linea d'aria, con i tempi di spostamento stimati e i giorni di chiusura abituali.
  1. Immagine creata con AI
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    Castello della Mandria2,3 kmin auto circa 15 min, con i mezzi circa 25 min · chiuso il lunedì
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    Palazzo Chiablese8,4 kmin auto circa 25 min, con i mezzi circa 50 min · chiuso il mercoledì
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    Musei Reali e Palazzo Reale8,4 kmin auto circa 25 min, con i mezzi circa 50 min · chiuso il mercoledì
I tempi sono indicativi e non tengono conto del traffico o delle coincidenze; il pianificatore di itinerari divide più tappe in giornate, e il calcolatore dell'Abbonamento Musei mostra quando la tessera costa meno dei biglietti.

Domande frequenti

Quanto costa il biglietto della Reggia di Venaria?

Con i dati aggiornati a ottobre 2026 il biglietto Reggia, che comprende Scuderia Grande e Giardini, costa 18 euro intero e 15 ridotto. Quando sono aperte mostre temporanee si aggiunge Tutto in una Reggia a 25 euro intero. Per ragazzi dai 6 ai 20 anni e universitari sotto i 26 anni le tariffe scendono a 8 e 10 euro.

Quanto costa entrare solo nei giardini della Reggia di Venaria?

Il biglietto dei soli Giardini costa 6 euro intero, 5 euro ridotto e 2 euro per ragazzi dai 6 ai 20 anni, dati aggiornati a ottobre 2026. Nei giorni di eventi speciali la tariffa sale di un euro. Chi torna spesso può valutare l'abbonamento annuale ai Giardini da 15 euro, ridotto a 5 per i residenti di Venaria.

Con l'Abbonamento Musei si entra gratis alla Reggia di Venaria?

Sì. I possessori dell'Abbonamento Musei Torino Piemonte entrano gratuitamente mostrando un documento d'identità, e lo stesso vale per la Torino+Piemonte Card e per il Royal Pass. L'Abbonamento si acquista anche alla biglietteria della Reggia, in una cassa dedicata aperta dal martedì alla domenica in fasce orarie ridotte rispetto all'apertura del museo.

Qual è il giorno di chiusura della Reggia di Venaria?

Il lunedì la Reggia e i Giardini restano chiusi, salvo i lunedì festivi. Dal martedì al venerdì l'apertura va dalle 9.30 alle 17, il sabato, la domenica e i festivi dalle 9.30 alle 18.30, con ingressi che chiudono un'ora prima. Dal 7 novembre i Giardini chiudono alle 17 anche nel fine settimana.

Come si arriva alla Reggia di Venaria da Torino Porta Nuova?

Da Porta Nuova conviene raggiungere Porta Susa con la metropolitana e salire su un treno delle linee SFM4, SFM6 o SFM7 fino alla fermata Reggia di Venaria, in viale Roma. Da lì restano circa 500 metri a piedi lungo via Andrea Mensa. In alternativa, dal centro parte la navetta GTT Venaria Express.

Dove si parcheggia alla Reggia di Venaria?

I parcheggi ufficiali sono il Castellamonte, chiamato park A, e il Carlo Emanuele II, park B, raggiungibili dalla tangenziale nord con l'uscita Venaria. Non sono custoditi e costano 1,50 euro all'ora, un euro dalla quinta ora in poi. I camper vanno al park B; gli stalli per persone con disabilità sono gratuiti con contrassegno.

Quanto tempo serve per visitare la Reggia di Venaria?

Il percorso interno misura quasi duemila metri tra piano seminterrato e Piano Nobile, e la visita guidata standard dura novanta minuti. Aggiungendo Scuderie, Giardini e Potager Royal la giornata si allunga facilmente a quattro o cinque ore. Il biglietto Tutto in una Reggia prevede l'ultimo ingresso due ore prima della chiusura.

Chi ha costruito la Reggia di Venaria?

La residenza fu progettata da Amedeo di Castellamonte per il duca Carlo Emanuele II a partire dal 1658. Dal 1699 Michelangelo Garove la ampliò per Vittorio Amedeo II, e dal 1716 Filippo Juvarra firmò Galleria Grande, Cappella di Sant'Uberto, Citroniera e Scuderia Grande. Benedetto Alfieri, dal 1739, collegò gli edifici con nuove gallerie.

Si può visitare la Reggia di Venaria con il cane?

Nei Giardini i cani sono ammessi al guinzaglio. All'interno della Reggia e delle mostre possono entrare soltanto cani di piccola taglia tenuti nella borsa da trasporto. Il regolamento cambia per il vicino Parco La Mandria: lì gli animali non sono ammessi, e quindi nemmeno al Castello della Mandria con i suoi Appartamenti Reali.

Dove mangiare alla Reggia di Venaria?

Dentro il complesso ci sono la Caffetteria degli Argenti, nelle antiche sale cinesi con terrazza sul Gran Parterre, e il ristorante stellato Dolce Stil Novo dello chef Alfredo Russo. In estate apre il Patio dei Giardini, attivo nel 2026 fino al 5 settembre. Fuori dalle mura, via Andrea Mensa offre locali sotto i portici.

La Reggia di Venaria è accessibile in carrozzina e con il passeggino?

La Reggia e gli spazi delle mostre temporanee, cioè Scuderie Juvarriane e Sale delle Arti, sono privi di barriere architettoniche e percorribili in autonomia con carrozzina o passeggino. Nei Giardini sono accessibili il Gran Parterre e il Giardino delle Sculture Fluide, con mezzi elettrici a disposizione. Al punto accoglienza si trovano sedie a rotelle.

Quando è stata restaurata e riaperta la Reggia di Venaria?

Il cantiere di restauro durò dal 1999 al 2007 e superò i 300 milioni di euro, con fondi del Ministero, della Regione Piemonte e dell'Unione Europea. I Giardini e la Reggia tornarono al pubblico nel 2007, tra giugno e ottobre. Citroniera e Scuderia Grande aprirono nel 2010, il Potager Royal nel 2011.

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