Il Castello della Mandria: dove si trova e che cos'è
Il Castello della Mandria sorge dentro il Parco naturale La Mandria, in viale Carlo Emanuele II 256 a Venaria Reale, a circa 2,5 chilometri dalla Reggia. È l'edificio principale di Borgo Castello, il complesso costruito su un'altura artificiale chiamata Nuova Mandria, e oggi è noto soprattutto per gli appartamenti reali di Vittorio Emanuele II.
Dal 1997 fa parte, con le altre dimore sabaude piemontesi, del patrimonio mondiale UNESCO. La gestione del castello spetta al Consorzio delle Residenze Reali Sabaude, lo stesso che amministra la Reggia di Venaria, mentre il territorio circostante è affidato all'Ente di gestione delle aree protette dei Parchi Reali, che segue anche Stupinigi e le Valli di Lanzo.
Dalla Mandria vecchia al Settecento: cavalli, Garove e Juvarra
La storia del luogo comincia con i cavalli. Nel 1693 sul sito venne costruita una stalla per l'allevamento delle fattrici, la cosiddetta Mandria vecchia, e nel Settecento la tenuta diventò il centro dove si allevavano e riproducevano i cavalli di razza destinati ai Savoia, che cacciavano con la corte nell'antico territorio di Altessano Superiore.
Il palazzo vero e proprio nacque nei primi anni del Settecento, nella seconda fase edilizia di Venaria. Vittorio Amedeo II affidò il progetto all'architetto di corte Michelangelo Garove, con lavori avviati nel 1708. Alla morte di Garove, nel 1713, subentrò Filippo Juvarra, che nel 1721 disegnò un ampliamento con un secondo cortile; più tardi vi lavorò anche Benedetto Alfieri.
Vittorio Emanuele II e Rosa Vercellana alla Mandria
Dopo la parentesi napoleonica si aprì il capitolo più noto. Dal 1859 la tenuta fu riservata all'uso esclusivo e privato di Vittorio Emanuele II, che nel 1863 la acquistò. Il parco venne completamente murato e gli architetti regi Barnaba Panizza e Domenico Ferri costruirono gli edifici necessari alla passione principale del sovrano, la caccia.
Dal 1860 il castello fu ampliato fino a circa 35.000 metri quadrati, con tre cortili interni; vi collaborò anche Ernesto Melano. Nel 1861 si gettarono le fondamenta dell'ala neogotica e Vincenzo Vela scolpì il gruppo della fontana nel primo cortile. Il complesso assunse così la forma attuale di Borgo Castello.
Rosa Vercellana, nata a Nizza nel 1833, aveva conosciuto il futuro re nel 1847 al Castello di Racconigi. Nel 1858 fu nominata contessa di Mirafiori e Fontanafredda e nel 1863 si stabilì negli appartamenti della Mandria, che diventarono la residenza preferita della coppia. Dalla loro relazione nacquero Vittoria ed Emanuele Alberto.
Il matrimonio morganatico, senza il titolo di regina, fu celebrato con rito religioso il 18 ottobre 1869, e quello civile a Roma il 7 ottobre 1877. Il re morì tre mesi dopo, il 9 gennaio 1878. Rosa Vercellana si spense a Pisa nel 1885 e fu sepolta nel mausoleo che porta il suo soprannome, a Mirafiori.
Gli appartamenti reali: le sale arredate da Domenico Ferri
Gli appartamenti reali occupano il corpo centrale del castello e comprendono più di venti sale aperte al pubblico, pensate per una comoda vita di campagna del sovrano con la donna amata e la famiglia. Salotti, camere da letto e sale di rappresentanza si susseguono rivelando ancora oggi il lato più borghese della coppia reale.
Le scelte decorative si devono all'architetto di corte Domenico Ferri, vissuto tra il 1795 e il 1878. A lui si riconducono i soffitti a cassettoni, le porte dipinte e le carte da parati, conservati nella sequenza originaria delle stanze. I due temi che attraversano tutta la visita sono l'affetto per la Bela Rosin e l'amore per la caccia.
Diversamente dalla Reggia di Venaria, spogliata nell'Ottocento, qui le sale sono arrivate complete di arredi, tessuti e opere d'arte sabaude, ricollocati secondo i documenti d'archivio. Un finanziamento straordinario ha permesso di restaurare oltre cento opere, 1.200 metri quadrati di superfici decorate, sessanta arredi, 130 metri quadrati di tessuti e 80 di carte da parati.
Dopo il re: Medici del Vascello, Regione Piemonte e UNESCO
Alla morte di Vittorio Emanuele II la proprietà passò a Umberto I, che la vendette. Tra il 1882 e il 1887 il parco, il castello e i padiglioni di caccia furono acquistati dalla famiglia Medici del Vascello. Nel secondo dopoguerra parte dei terreni fu venduta, e nell'area nacquero una pista di prova della FIAT e due campi da golf.
La svolta arrivò nel 1976, quando la Regione Piemonte comprò il castello e il patrimonio ambientale e architettonico della tenuta. Due anni dopo, con la legge regionale 54 del 21 agosto 1978, nacque il Parco regionale La Mandria, considerato il primo parco regionale d'Italia. Durante l'Expo del 1961 Borgo Castello aveva ospitato la regina Elisabetta II.
Il Parco La Mandria: boschi, muro di cinta e animali
Il parco si estende per oltre 3.000 ettari all'interno del muro di cinta voluto da Vittorio Emanuele II, lungo più di trenta chilometri; l'area protetta complessiva raggiunge 6.571 ettari tra Venaria Reale, Druento, Robassomero, Fiano, La Cassa e San Gillio. Conserva il più significativo esempio di foresta planiziale del Piemonte, con querce, frassini, ontani, pioppi e carpini.
Tra prati e boschi vivono liberi cervi, cinghiali, volpi, lepri, tassi e rapaci notturni, oltre ai daini introdotti. Nella pianura piemontese il picchio nero nidifica soltanto qui. Si entra solo a piedi o in bicicletta, dagli ingressi Ponte Verde e Tre Cancelli a Venaria, Rubbianetta e Cascina Oslera a Druento, Bizzarria a San Gillio.
Bizzarria, Villa dei Laghi e la cascina Rubbianetta
Oltre al castello, il territorio custodisce altri edifici legati al re cacciatore. La Bizzarria, costruita intorno alla metà dell'Ottocento accanto all'ingresso di San Gillio, era un piccolo padiglione di sosta per la caccia. La Villa dei Laghi, in stile neogotico, sorge tra tre piccoli laghi e fu acquistata dalla Regione nel 1995.
Ancora a Vittorio Emanuele II si deve la Rubbianetta, grande cascina a forma di ferro di cavallo costruita tra il 1860 e il 1863 per l'allevamento dei cavalli, poi sede del Centro Internazionale del Cavallo. Accanto si trova la cappella di San Giuliano con affreschi del Quattrocento, mentre la Cascina Vittoria ospita le scuderie della razza autoctona TPR.
Biglietti e orari del Castello della Mandria
Con i dati aggiornati a ottobre 2026 il biglietto del castello costa 10 euro intero, 8 ridotto per gruppi e convenzioni e 3 euro per ragazzi dai 6 ai 20 anni e universitari sotto i 26 anni; le scuole pagano 2 euro a studente. Sotto i 6 anni l'ingresso è gratuito, come per i possessori dell'Abbonamento Musei.
Il cumulativo Reggia e Castello della Mandria costa 22 euro e comprende anche i Giardini. Una famiglia di due adulti con due figli di 8 e 11 anni spende 52 euro con il ridotto famiglia, contro i 64 euro di due interi e due ridotti ragazzi. Per i gruppi organizzati si aggiungono 15 euro di diritti di prenotazione.
Quanto agli orari, il Castello della Mandria chiude il lunedì, salvo festivi. Dal martedì al venerdì apre dalle 10 alle 17, sabato, domenica e festivi fino alle 18.30; dal 25 ottobre l'orario si riduce, tutti i giorni di apertura, dalle 10 alle 16. Gli ingressi chiudono mezz'ora prima. Per informazioni e prenotazioni risponde il numero 011 4992333.
Come arrivare dalla Reggia di Venaria e da Torino
In bicicletta il collegamento con la Reggia diventa una breve gita. Dalla primavera alla fine di ottobre il punto noleggio del Patio dei Giardini offre bici per adulti, per bambini e con seggiolino a una tariffa unica di 6 euro, a condizione di avere un biglietto d'ingresso. Si pedala lungo viale Carlo Emanuele II fino al parco.
Da Torino si arriva con la navetta GTT Venaria Express, che parte dal centro e da Porta Susa e prosegue dopo la Reggia fino al Parco della Mandria. In automobile si lascia l'auto nel parcheggio vicino all'ingresso Ponte Verde, in viale Carlo Emanuele II 256. I biglietti si comprano online, alla biglietteria del castello oppure in via Andrea Mensa 34.
Consigli pratici per la visita al castello e al parco
Un errore frequente riguarda gli animali: chi viene dai Giardini della Reggia con il cane al guinzaglio scopre all'ingresso che nel Parco La Mandria, e quindi al Castello della Mandria, i cani non sono ammessi, nemmeno in braccio o nel trasportino. Conviene organizzarsi prima, magari dedicando al castello una giornata diversa o lasciando l'animale a casa.
Per una pausa, a circa 700 metri dall'ingresso Ponte Verde si trova la cascina Prato Pascolo, con il ristorante didattico, il noleggio biciclette, i servizi igienici e un punto di ristoro. Una sequenza possibile prevede la Reggia al mattino, il pranzo a Prato Pascolo e la visita degli appartamenti nel primo pomeriggio, prima della chiusura anticipata autunnale.







