Villa della Regina sulla collina di Borgo Po
Oltre il Po, salendo da Borgo Po verso strada Santa Margherita, Villa della Regina appare come una facciata chiara sospesa tra vigneti e terrazze. Dal 1997 la residenza fa parte del sito UNESCO che riunisce le dimore della dinastia attorno a Torino. L'ingresso si trova in strada comunale Santa Margherita 79.
La visita tiene insieme tre cose diverse: le sale del palazzo, segnate dalla guerra e poi restaurate; un giardino all'italiana costruito come un anfiteatro sul pendio; una vigna di Freisa tornata a produrre vino. Nel 2016 i visitatori furono 60.662, e quell'anno il parco venne indicato tra i dieci più belli d'Italia.
Il cardinale Maurizio e la Villa Ludovica
Il cardinale Maurizio di Savoia volle qui la propria vigna di collina. Ascanio Vitozzi avviò il progetto intorno al 1615 ma morì quello stesso anno, e furono Carlo e Amedeo di Castellamonte a completarlo. All'inizio la residenza era detta Villa del Principe Cardinale, poi prese il nome di Villa Ludovica.
Ludovica di Savoia sposò Maurizio nel 1642, a soli tredici anni. Il cardinale morì nella villa nel 1657 e lei vi trascorse il resto della vita, fino alla morte nel 1692. Attorno alla casa padronale, già nel Seicento, si estendevano stalle, orti, frutteti e la vigna, una piccola azienda agricola al servizio della corte del cardinale.
Anna Maria d'Orléans, Juvarra e il nome della villa
Nel 1715 la proprietà divenne residenza reale. Anna Maria d'Orléans, moglie di Vittorio Amedeo II, affidò a Filippo Juvarra il rinnovamento, e da allora la villa fu il soggiorno estivo delle regine di Sardegna, da cui deriva il nome attuale. Più tardi anche Polissena d'Assia la scelse per i mesi caldi.
Durante gli anni francesi, nel 1805, a Villa della Regina soggiornò anche Napoleone. Per tutto il Settecento e il primo Ottocento la villa conservò il ruolo di residenza estiva della corte: chi la visita oggi attraversa sale di ricevimento pensate per i soggiorni estivi delle sovrane e dei loro ospiti.
Dall'istituto per le figlie dei militari al restauro del 2007
Vittorio Emanuele II donò la villa nel 1868, e il 4 luglio 1869 vi aprì l'Istituto Nazionale per le Figlie dei Militari Italiani, destinato alle figlie degli ufficiali delle guerre d'indipendenza. I bombardamenti della seconda guerra mondiale distrussero l'affresco del soffitto di Corrado Giaquinto e il centro del salone; la scuola chiuse nel 1943.
Dal 1994 la gestione passò alla Soprintendenza del Piemonte, che avviò un cantiere di disinfestazione e restauro durato oltre dieci anni. La riapertura arrivò nel 2007. Oggi Villa della Regina dipende dalla Direzione regionale Musei Piemonte del Ministero della Cultura, e non fa parte del circuito dei Musei Reali, con cui non condivide il biglietto.
Il giardino all'italiana ad anfiteatro
Alle spalle della villa il giardino sale sulla collina in forma di anfiteatro, distribuito su tre livelli. Al centro si incontra il Gran Rondeau, una fontana di 20 metri con la statua di Nettuno e dodici divinità fluviali, mentre ai lati si aprono la vasca della Sirena e la Grotta del Re Selvaggio.
Più in alto il percorso raggiunge il Belvedere superiore e il Padiglione dei Solinghi, da cui lo sguardo scende sulla villa e, oltre il fiume, sulla città. Un errore frequente è fermarsi al primo livello: i punti di vista migliori stanno sopra, e la salita richiede passo tranquillo e scarpe comode.
Chi ha poco tempo può acquistare il biglietto dei soli giardini, a 5 euro, e dedicare un'ora alle terrazze. La soluzione ha senso soprattutto nelle giornate limpide di primavera e autunno, quando dal Belvedere superiore si leggono bene i tetti del centro storico, il fiume e i quartieri sulla riva opposta del Po.
La vigna urbana e la Freisa di Chieri DOC
La vigna affonda le radici nel progetto seicentesco del 1615, ma per decenni restò abbandonata, come gli orti e i frutteti vicini. Il recupero cominciò nel 2006 con l'azienda Balbiano, e la prima vendemmia di Freisa arrivò nel 2008. Il vigneto copre circa 0,83 ettari e rientra nella zona del disciplinare della Freisa di Chieri.
Dal 2011 il vino porta il nome di Freisa di Chieri DOC Superiore «Vigna Villa della Regina». Dopo quindici anni e quattordici vendemmie dei Balbiano, un bando della Direzione regionale Musei ha assegnato per cinque anni la concessione della vigna alla Società Agricola Orsolina di Moncalvo, con un canone di 24.000 euro l'anno.
Questa vigna urbana è entrata nella Urban Vineyards Association, che riunisce vigneti cittadini in cinque Paesi. Nel 2022 la Regione Piemonte ha scelto la Freisa come vitigno dell'anno. Durante la visita i filari si osservano dai viali del giardino, e in autunno capita di vedere le uve mature a pochi metri dalle sale barocche della residenza.
Orari e biglietti di Villa della Regina
Con dati aggiornati a ottobre 2026, gli orari prevedono chiusura il lunedì e apertura da martedì a domenica, festivi compresi, dalle 9.30 alle 18, con ultimo ingresso alle 17. Alcuni canali indicano una pausa tra le 13 e le 14: conviene verificare sul sito ufficiale prima di salire in collina.
Il biglietto per villa e giardini costa 10 euro, quello per i soli giardini 5 euro; tra i 18 e i 25 anni si pagano 2 euro e sotto i 18 anni si entra gratis. Una famiglia con due adulti e due figli di 12 e 20 anni spende 10 più 10 più 2 euro: 22 euro.
La domenica e nei festivi la prenotazione è obbligatoria, anche nella prima domenica del mese, quando l'ingresso è gratuito. Si prenota sul portale dei musei italiani o con l'app dedicata; per informazioni risponde lo 011 8195035. Gli orari degli eventi speciali, come le aperture per le Giornate del Patrimonio, seguono calendari propri.
Come arrivare con i bus 53 e 56
Gli autobus 53 e 56 portano fino alla zona di Villa della Regina, in strada comunale Santa Margherita 79. La salita a piedi da Borgo Po è possibile e corta sulla mappa, ma ripida: con bambini piccoli o passeggino, nelle giornate calde, conviene affidarsi al bus. Chi arriva in auto trova un parcheggio.
Da Porta Nuova la sequenza pratica è raggiungere il Po e Borgo Po, poi salire con il bus. Lo stesso vale per chi arriva da Porta Susa. In entrambi i casi è utile partire con la prenotazione già fatta nei giorni festivi, per non trovare i turni esauriti una volta in cima.
Una mattina tra villa, giardini e vigna
Un esempio di mattina: alle 9.30 ingresso e sale del piano nobile fino alle 10.30; poi il Gran Rondeau e la Grotta del Re Selvaggio; verso le 11.15 salita al Belvedere e al Padiglione dei Solinghi; alle 12 discesa lungo i viali della vigna, prima di tornare a Borgo Po per pranzo.






